Greenpeace in azione contro gli organismi geneticamente modificati

Greenpeace lancia oggi in tutta Italia la campagna contro gli OGM (organismi geneticamente modificati) nei mangimi. Attivisti dell’associazione sono stati presenti di fronte ai supermercati di Roma, Milano, Modena, Brescia, Napoli, Ravenna, Firenze, Bologna, Padova, Vicenza, Perugia, Lucca e Como distribuendo depliant che mettono in guardia i consumatori sul rischio di ritrovare gli OGM nel piatto attraverso i mangimi. A Roma e a Napoli alcuni attivisti indossavano enormi e variopinti costumi da pollo. L’azione, nella capitale, ha interessato il centro commerciale Auchan, a Casal Bertone. Lo slogan era “Non farti dare del pollo! Se non sai cosa ha mangiato. NO ai mangimi OGM”.
Greenpeace chiede ai cittadini di firmare la petizione rivolta al governo perché vari una legge sull’etichettatura dei prodotti animali ottenuti alimentando il bestiame con OGM.
Rispediti al mittente dai consumatori, gli OGM non hanno mai lasciato l’Italia e l’Europa, venendo largamente consumati dall’industria zootecnica. Soia, mais e colza costituiscono, insieme al cotone, il 99% delle coltivazioni OGM nel mondo e, mentre diminuiscono progressivamente le industrie alimentari che ancora ricorrono a materie prime OGM, il loro maggiore utilizzo avviene sotto forma di mangimi destinati a pollame, suini, bovini, pesci.
Gli OGM continuano dunque ad essere massicciamente introdotti nella catena alimentare attraverso la porta di servizio dei mangimi, una destinazione che non si manifesta chiaramente agli occhi dei consumatori, ma che produce sull’ambiente problemi identici: l’inquinamento genetico da piante geneticamente manipolate non muta infatti con gli utilizzi finali delle colture, siano esse consumate direttamente dall’uomo o per interposto animale. “Circa l’80% degli OGM che vengono importati finiscono nella mangimistica- sottolinea Luca Colombo, responsabile della Campagna OGM di Greenpeace Italia -I recenti allarmi alimentari (mucca pazza, polli alla diossina) hanno dimostrato che la dieta del bestiame, oltre a riflettersi sulla qualita’ dei prodotti zootecnici, puo’ condurre a vere e proprie emergenze sanitarie. Queste scoppiano, purtroppo, a distanza di anni, non vorremmo che con gli OGM succedesse lo stesso. Gli OGM rappresentano l’ennesimo salto nel buio.”

Lascia un commento