Ratifica di Kyoto, momento storico

Greenpeace ha salutato oggi con soddisfazione la decisione dei ministri dell’Ambiente dell’Ue, riuniti a Bruxelles, di ratificare il Protocollo di Kyoto. La decisione arriva a 10 anni dall’adozione della Convenzione sul cambiamento climatico a Rio de Janeiro e a piu’ di 4 anni dall’adozione del Protocollo di Kyoto.
“E’ un momento storico – ha detto Domitilla Senni, direttore generale di Greenpeace Italia ora spetta ad ogni singolo stato membro ratificare il Protocollo, in modo che entri in vigore prima del vertice sulla Terra di Johannesburg. Se l’Europa ha dimostrato di fare sul serio, anche gli Usa devono assumersi le loro responsabilita’ e ratificare Kyoto: sono responsabili di un quarto delle emissioni mondiali di gas serra”.
Perché Kyoto entri in vigore prima del prossimo vertice sulla Terra, c’e’ poco tempo: devono passare, infatti, 90 giorni dalla decisione di ratifica all’entrata in vigore del Trattato.
Per la sua entrata in vigore, deve’essere ratificato da almeno 55 Paesi responsabili del 55% delle emissioni di gas serra. Se la posizione Usa non cambiasse, la scelta di Russia e Giappone diventa cruciale.
Oggi, intanto, Greenpeace, ha manifestato al Consiglio dei ministri dell’Ambiente dell’Ue: se non salviamo le foreste, non ridurremo neanche le emissioni di gas serra come previsto dal protocollo di Kyoto. Venti attivisti hanno srotolato uno striscione con la scritta “Salviamo le foreste primarie”: accanto a loro sette giganteschi animali gonfiabili, in rappresentanza delle specie minacciate d’estinzione.
Oggi, al Consiglio dei ministri, si decidera’ la posizione da prendere al Summit delle Foreste, dove si riuniranno i governi che hanno ratificato la Convenzione sulla Biodiversita’, previsto per il prossimo aprile all’Aja.
Greenpeace si appella ai governi affinché assumano misure concrete per fermare la distruzione delle foreste, assicurando che il legno venga prodotto e commerciato in forme legali ed ecologicamente responsabili.
In queste ore, intanto, nel porto di Amsterdam, sei attivisti di Greenpeace stanno occupando la nave Agat, che porta legname africano, impedendole l’ingresso in porto.
“Questo legno proviene dalle ultime foreste intatte della Liberia ed e’ destinato ai nostri mobili- ha detto Sergio Baffoni, Campagna Foreste di Greenpeace la settimana scorsa, a Salerno, abbiamo bloccato una nave che portava altro legname africano, questa volta dal Camerun. Il nostro paese e’ il secondo importatore a livello mondiale da questo paese, le cui operazioni forestali hanno spesso carattere distruttivo, quando non illegale.”
Ogni anno, dal vertice di Rio del ’92 ad oggi, sono scomparsi circa 16 milioni di ettari di foreste naturali : negli anni ’90 abbiamo perso un’area dell’estensione di Finlandia, Danimarca, Norvegia, Svezia, Islanda, Germania ed Olanda messe insieme.

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