UE: ai biocarburanti almeno il 2% del mercato entro il 2005

Entro il 2005 almeno il 2% del mercato nazionale dei carburanti per trasporti dovrà essere “bio”, ossia costituito da combustibili derivanti da scarti agricoli e dalla parte biodegradabile di rifiuti urbani e industriali, per poi salire al 5,75% nel 2010.
Questo lo scadenzario dettato dalla Commissione europea per l’abbassamento delle emissioni in atmosfera di biossido di carbonio provocato dai mezzi di trasporto ed ufficializzato in uno schema di direttiva (“Com.2001.547.def”) inviato a Parlamento e Consiglio UE unitamente ad un’altra bozza di direttiva che mira a stimolare il mercato dei biocarburanti attraverso la riduzione delle relative tasse statali.
La quota minima di biocarburante da immettere obbligatoriamente sul mercato potrà essere soddisfatta (dalle società petrolifere e sotto il controllo degli Stati) in varie forme: biocarburante puro; biocarburante miscelato con derivati del petrolio; liquido derivante da biocarburante (come l’etere etilterbutilico).
La spinta al mercato dei carburanti verdi arriverà, come accennato, con la riduzione dei relativi costi di produzione, tramite il regime di abbattimento delle aliquote fiscali previste dal parallelo schema di provvedimento della Commissione, che inciderà direttamente sulla direttiva 92/81/CE in materia di “armonizzazione delle accise sugli oli minerali”.

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