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La bici diventa un benefit

A Firenze ci sono le “bici blu” che la Provincia ha distributo ai suoi assessori. A Ravenna quelle gialle e rosse, per turisti e indigeni. L’Università di Trento presta biciclette ai suoi studenti e il Comune di Collecchio (Parma) le compra per girarle a prezzo di favore alle aziende che invitano operai e impiegati a usarle per andare al lavoro. In Italia si moltiplicano gli incentivi a pedalare. Che paiono funzionare: diminuiscono traffico, rumore e smog e, pare, il buon umore si impossessa di chi osserva il mondo – code ai semafori e scioperi dei mezzi inclusi – dal sellino di una bici. Il ministero delle Infrastrutture ha stanziato circa 31 milioni di euro per finanziare al 50%, negli anni 2001-2003, gli interventi regionali a favore della mobilità ciclistica. Nel mondo, la produzione di biciclette ha ormai doppiato quella di auto: nel 2000 ne sono state costruite 101 milioni contro 41 milioni di macchine. Ancora: l’Ue dice che in Europa il 30% dei tragitti percorsi quotidianamente in auto copre distanze inferiori ai 3 chilometri e il 50% è inferiore ai 5: in entrambi i casi potrebbero essere percorse su due ruote. Insomma, se James Ballard, visionario autore britannico, sostiene che saranno strade e autostrade il segno più tangibile che l’uomo moderno lascerà del suo passaggio sulla Terra, tanti altri visionari le strade vorrebbero riempirle di bici. Capita, per esempio, a Ferrara. Sarà perché è città rinascimentale di pianura e fra un marciapiede e l’altro ci sono 20 metri, ma è il posto più ciclabile del Paese: in Italia la percentuale di utilizzo della bici è dell’1% circa, a Ferrara sale al 30,9. Qui il Comune ha lanciato l’iniziativa “In bici sul posto di lavoro” fra i suoi dipendenti: “Una quarantina di persone ha accettato, ricevendo gratis una bici elettrica da usare per andare al lavoro, ma le richieste sono più di 100 e il progetto comincia a piacere anche ad alcune aziende”, racconta Gianni Stefanati, responsabile dell’ufficio biciclette. Ad aprile, invece, era partita l’operazione “Ladri di Biciclette”: per ridurre i furti, sulle bici viene installato, a richiesta, un microchip che ne facilita il ritrovamento. Anche altrove qualcosa si muove. Sparse per Ravenna, per esempio, ci sono rastrelliere da 4 bici l’una: quelle gialle (40) sono per i turisti, quelle rosse (140) per residenti o emiliani che studiano e lavorano in città. Sono gratis, basta chiedere la chiave nei negozi che espongono un drappo verde. Da lunedì un servizio simile è attivo anche a Modena: durerà 2 mesi, poi si vedrà. Sempre in Emilia-Romagna, il Comune di Collecchio ha comprato uno stock di bici da cedere alle aziende che vogliono metterle a disposizione dei dipendenti e quello di Reggio Emilia ha presentato il primo prototipo di carrello per la spesa da attaccare alla bici. A Lecce è in costruzione una rete ciclabile provinciale. Mentre gli studenti dell’Università di Trento, provincia con circa 300 chilometri di piste ciclabili, possono chiedere una delle 300 bici del servizio “Prestabici”: cauzione di 60 euro e quota mensile di 2,5 euro e la bici è loro fino alla laurea.

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