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Un decisivo passo avanti per il mogano e le foreste primarie

Greenpeace saluta oggi la storica decisione da parte della convenzione CITES (Convenzione internazionale sul commercio delle specie minacciate*) di proteggere il mogano, inserendolo nell’ Appendice II tra le specie che devono essere protette. In questo modo si offre una opportunita’ di salvezza al mogano e alle foreste incontaminate dell’Amazzonia dove esso cresce.
Il voto di oggi alla Conferenza delle Parti della CITES inserisce il mogano in un quadro di stretti controlli sia sull’esportazione che sull’importazione.
“Da dieci anni Greenpeace si batte per la protezione del Mogano ed e’ orgogliosa del risultato raggiunto oggi” ha commentato Paulo Adario di Greenpeace Amazzonia. “E’ un successo per il mogano, per l’ambiente e per tutte le comunita’ locali che in America Latina vivono nella foresta.
La proposta di proteggere in modo piu’ rigoroso il mogano era stata avanzata dal Nicaragua e appoggiata dal Guatemala. Brasile e Bolivia hanno fortemente osteggiato la proposta, sostenuta invece dai paesi dell’Unione Europea e del Centro America. Le procedure stabilite dalla CITES proteggeranno ora il mogano, ma metteranno al sicuro anche i consumatori dal pericolo di
acquistare legno illegale Greenpeace chiede ora ai governi di Brasile e Bolivia di accettare la decisione della CITES, e di assicurare che i propri paesi ne sviluppino le misure di controllo.
Il mogano di buona qualita’ si trova ormai solo in aree di foresta incontaminata, e per estrarlo si distruggevano ampie aree di foresta amazzonica, aprendola ad ulteriori fattori di distruzione. Lo scorso settembre, Greenpeace aveva denunciato la mafia che governava il mercato del mogano, estratto illegalmente in territorio indio, per essere poi venduto sui mercati internazionali. Queste denunce erano costate serie minacce di morte nei confronti del responsabile della Campagna Amazzonia Paulo Adario, ma hanno portato anche ad una serie di ispezioni congiunte (di Greenpeace e polizia federale) in segherie clandestine nel cuore della foresta, al sequestro di ingenti quantita’ di mogano e infine al blocco delle esportazioni di questo legno dal Brasile.
“La decisione di oggi rappresenta un chiaro segnale al mercato internazionale: i consumatori richiedono legno ottenuto secondo criteri di buona gestione dal punto di vista ambientale e sociale e il mercato deve cambiare orientamento” ha aggiunto Sergio Baffoni, di Greenpeace.

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