Vittoria di Greenpeace

Greenpeace vince la battaglia legale ingaggiata da Solvay ed Evc (European Vinyls Corporation Italia) leader mondiali nella produzione di pvc, che avevano citato per danni l’associazione ambientalista, nell’aprile del ’97, per la campagna contro i giocattoli in pvc. Il giudice della I sezione civile del Tribunale di Roma, Franca Mangano, ha respinto la richiesta di risarcimento danni presentata dalle aziende che chiedevano in via provvisionale 65,3 miliardi di lire, lievitate poi fino a circa 600 miliardi, e sono state condannate al pagamento delle spese processuali. Greenpeace aveva promosso nel 1997 una campagna contro l’uso di ftalati (ammorbidenti) nei giocattoli in pvc morbido, denunciando il rischio del rilascio dell’additivo e la sua pericolosita’ per la salute dei bambini. Alcuni ftalati, infatti, possono causare danni al sistema endocrino e riproduttivo e alcuni composti sono sospettati di cancerogenicita’. Le due aziende (che rappresentano il 60% del mercato di PVC in Italia) hanno promosso 4 azioni legali contro Greenpeace, ritenendosi lese nei loro diritti d’immagine, reputazione economica e iniziativa privata. Hanno affermato che “la produzione e di prodotti di PVC non contribuiscono all’inquinamento da diossine nell’ambiente”, ritenendo l’associazione colpevole di “denigrazione, criminalizzazione e aggressione” del PVC e dei suoi produttori. Le aziende hanno cercato di occultare, con l’uso martellante di ingiurie, l’assenza di contenuti giuridicamente apprezzabili nelle loro contestazioni. Greenpeace aveva tutto il diritto di informare i consumatori sulla pericolosita’ per la salute del PVC. Il Tribunale di Roma, con questa storica sentenza, ha sancito l’infondatezza delle ridicole pretese di Solvay ed Evc e nello steso tempo ha riconosciuto i diritti costituzionalmente protetti dei cittadini e delle associazioni ambientaliste” Dopo l’intensa campagna di Greenpeace contro i giocattoli in pvc l’allora ministro della Sanita’ Rosy Bindi firmo’ a giugno 1999 un decreto per il bando degli ftalati e a stretto giro segui’ il bando europeo. Gia’ prima del bando, grazie alla pressione dell’opinione pubblica, i maggiori produttori di giocattoli e prodotti per la prima infanzia hanno deciso di abbandonare il PVC morbido nei giocattoli.

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