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Carabinieri NOE: una rete europea contro l'ecocrimine

Una rete europea per l’interscambio di informazioni contro i reati ambientali. Per raggiungere l’ obiettivo e’ stato realizzato un database ad hoc che mette in comunicazione, con lo stesso linguaggio, le polizie europee in campo di ecocrimine ma che coinvolge anche le agenzie regionali per la protezione dell’ambiente (Arpa) e gli istituti universitari. Il progetto e’ stato presentato al Seminario internazionale sul contrasto alle Organizzazioni Criminali in materia ambientale, organizzato alla Scuola Ufficiali dei Carabinieri dal Comando Carabinieri per la tutela dell’Ambiente. Un sistema di sicurezza integrato, che ha avuto il pieno appoggio dal ministro dell’Ambiente, Altero Matteoli. ”Condividendone i valori – ha detto – ho voluto porre il mio patrocinio all’iniziativa, nella consapevolezza che nell’attuale contesto e nei possibili scenari futuri la collaborazione e l’ interscambio informativo tra le forze di polizia in ambito europeo rappresenti una risorsa preziosa per la realizzazione di quel fronte di legalita’ che deve assicurare tutela all’ambiente e allo sviluppo”. Per dare il senso della volonta’ di costituire un fronte comune ,la presenza di 22 delegazioni di Paesi Ue e di Paesi che stanno per entrare nell’Unione. Lo ha riferito il comandante generale dell’Arma, gen.Guido Bellini, sottolineando ”la consapevolezza comune tra tutti i Paesi Ue che la sicurezza a livello generale e’ un parametro fondamentale per la qualita’ della vita, anche per i Paesi in Via di Sviluppo”. Negli ultimi 10-20 anni si e’ allargato il concetto di sicurezza, ha ancora detto Bellini, e l’Italia ”ha dimostrato attenzione adottando strumenti per agire sia nel momento preventivo che repressivo”. Il database che permette il collegamento europeo sui crimini ambientali, e’ stato spiegato, non ha come obiettivo quello di collezionare indagini ma ”di creare un modello della realta’ attraverso una scelta di indicatori e variabli”. Il nome non e’ importante, o Spina_noe o Apat-Noe, queste le idee per chiamare il sistema comune di contrasto agli illeciti ambientali. Un modus operandi che ha avuto l’appoggio di Francia, Spagna, Malta, Portogallo ma anche Ungheria e Lituania. Il nodo e’ far comprendere che dai piccoli illeciti ”scaturiscono i grandi sistemi di illegalita”’. Per fare cio’, ha quindi spiegato il comandante dei Carabinieri Tutela Ambiente (che hanno distribuito materiale informativo stampato tutto su carta riciclata), Raffaele Vacca, e’ necessario far confluire ”diverse metodiche in risorse unitarie per ottenere valori contingenti e sinergici”. ”L’uomo – ha concluso infine il ministro Matteoli – non vive un momento facile perche’ tante parti del mondo sono impazzite. Per questo abbiamo l’obbligo di portare serenita’ non solo in Italia ma anche dove la bufera e’ forte e la tutela dell’ ambiente in tal senso e’ sempre piu’ necessita’ per migliorare l’uomo e moltiplicare le risorse verso il benessere delle popolazioni”.

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