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E' a Pesaro il primo eco-condominio d'Europa

Sorgerà a Pesaro il primo condominio europeo interamente ecologico. Dal tetto al giardino, 333 appartamenti atossici in un’area verde da 97mila metri quadrati, esempio di bioedilizia messo a punto da Federabitazione-Confcooperative. Rientra nel programma ‘She’ (Sustainable Housing in Europe), recentemente approvato dall’Unione Europea e al quale partecipano anche Francia, Grecia, Portogallo e Danimarca.

Quello di Villa Fastiggi a Pesaro è uno degli otto progetti italiani e secondo la Federabitazione partirà prestissimo e sarà destinato a fare la parte del leone. L’eco-condominio sorgerà in una zona di 150mila metri quadrati complessivi, in larghissima parte destinata a verde. L’ambiente circostante, infatti, deve essere parte integrante degli edifici, a loro volta progettati lontano da campi elettromagnetici e da fonti di inquinamento acustico e sonoro. L’orientamento degli appartamenti, poi, è studiato per favorire il risparmio energetico e la massima disponibilità di luce con il ricorso a fonti rinnovabili e il potenziamento della ventilazione e dell’ isolamento naturali; naturalmente, i materiali di costruzione sono naturali o completamente atossici. E nel quartiere non mancheranno percorsi ciclo-pedonali, così come è previsto un polo commerciale dove fare la spesa.

Acquistare una biocasa costerà un po’ di più (circa il 10% rispetto a un normale appartamento), ma secondo esperti del settore le spese aggiuntive saranno presto riassorbite dal risparmio energetico del palazzo, con una riduzione drastica delle bollette di tutte le utenze, e un taglio dei consumi stimato nel 30% annuo. Insomma, costa di più, ma è più fresca d’estate e più calda d’inverno, fa dormire nel silenzio e si respira aria buona; in alcuni casi è perfino bella. E riguarda anche le residenze popolari, quelle che al momento, di solito, rimandano immagini parecchio squallide.

La casa ecologica, dunque, sembra promettere assai bene. Al punto da aver mosso anche Legambiente che, insieme a Federabitazione-Confocooperative e Istituto nazionale di Bioarchitettura, ha messo a punto un progetto di edilizia che collegherà in rete circa 500 cooperative di costruzione in grado di realizzare alloggi rispondenti a standard minimi di ecocompatibilità. E’ pronto anche un marchio per le biocase popolari del futuro, “una specie di franchising della casa di qualità a prezzi accessibili a tutti” secondo Ermete Realacci, presidente di Legambiente ed entusiasta promotore del progetto.

La previsione è quella di costruire almeno 1.000 appartamenti in cooperativa “entro i prossimi due anni”, assicura il presidente di Federabitazione, Angelo Grasso. Le case ecologiche utilizzeranno massicciamente l’energia solare, saranno isolate acusticamente con il sughero e non con il polistirolo, verranno protette dai campi magnetici. Le caratteristiche di ecologicità degli alloggi saranno certificate dal marchio di qualità, gestito dall’Istituto di Bioarchitettura (Inbar) e dal consorzio CasaQualità di Federabitazione.

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