Auto e ricerca: in futuro auto elettriche con batterie al litio

Il futuro è nel litio. Lo sostiene il professor Scrosati insignito del premio Italgas. Grazie alle nanotecologie, le batterie al litio aggiungeranno, a breve, performances tali da competere con i motori a scoppio per autoveicoli. Sarà una vera rivoluzione che consentirà di abbattere le emissioni inquinanti. E’ la previsione fatta dal professor Bruno Scrosati, 66 anni, docente di Elettrochimica presso l’ Università La Sapienza di Roma, che lo scorso 9 marzo ha ritirato a Torino uno dei più prestigiosi riconoscimenti scientifici internazionali, il premio ‘Scienza e Ambiente’ dell’ Italgas (assegnato ex aequo col tedesco Michael Graetzel). Presidente della “Electrochemical Society”, la società internazionale che raggruppa ricercatori che operano nel campo della elettrochimica e della chimica fisica dello stato solido, Scrosati ha focalizzato i suoi studi sulla nanotecnologia per lo sviluppo di nuovi materiali per elettrodi ed elettroliti per batterie e celle a combustibile. “Fino a qualche anno fa era impensabile utilizzare batterie al litio per dispositivi elettronici – ha spiegato – ora sono normalmente montate, ad esempio, sui telefoni cellulari. Ci sono le potenzialità tecnologiche per usarle sulle autovetture, anche se si devono risolvere problemi di sicurezza legati al fatto che, se per un cellulare ci vuole un solo elemento, per un veicolo ce ne vogliono 100”. Finora si sono utilizzate batterie più tradizionali per le auto elettriche o ibride (elettriche e a benzina), ma a parità di energia quelle al litio pesano tre volte di meno. Scrosati crede in un futuro prossimo fatto di propulsori ibridi: “Non si può continuare a disperdere emissioni inquinanti nell’atmosfera e inoltre nell’arco di 30 anni l’ assottigliarsi delle riserve petrolifere renderà assai meno competitivo questo tipo di combustibile”. Per quanto riguarda l’ uso dell’ idrogeno, sul cui ciclo energetico Scrosati sta conducendo altri studi, lo scienziato romano ritiene che i tempi siano più lunghi: “Anche se – sottolinea – l’impegno di cervelli e di fondi in tutto il mondo é notevole e i tempi potrebbero essere accelerati”.

Nella foto, il prototipo della prima auto elettrica usata dai Civici Pompieri di Torino nel 1905 (fonte: www.astvvf.org)

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