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Archimede: energia senza inquinare

La tecnologia innovativa Enea per il solare a concentrazione andrà ad incrementare di 20 MW, la potenza dell’impianto termoelettrico a ciclo combinato di Priolo, che riparte dopo i lavori di riconversione a gas. Questo aumento di potenza, interamente da fonte rinnovabile, coprirà il fabbisogno annuo di una cittadina di circa 20.000 abitanti.
Prende il via il Progetto Archimede. Nato nell’ambito del programma di ricerca e sviluppo sul solare termodinamico dell’Enea, sviluppato in collaborazione con Enel si è concretizzato con l’inaugurazione della centrale termoelettrica di Priolo Gargallo (Siracusa).
Sulla base di un progetto ideato dal prof. Rubbia, sono state introdotte importanti innovazioni nella tecnologia per la captazione e l’accumulo dei raggi solari, permettendo di superare le limitazioni di tutti gli altri impianti solari termodinamici finora realizzati nel mondo e raggiungendo alti rendimenti di conversione.
La tecnologia innovativa Enea per il solare a concentrazione andrà ad incrementare di 20 MW, la potenza dell’impianto termoelettrico a ciclo combinato di Priolo, che riparte dopo i lavori di riconversione a gas. Questo aumento di potenza, interamente da fonte rinnovabile, coprirà il fabbisogno annuo di una cittadina di circa 20.000 abitanti.
Si tratta di un’operazione pilota, la prima nel suo genere nel mondo, che consente all’Enea di applicare i propri risultati scientifici ad un impianto commerciale convenzionale e di produrre energia elettrica verde a prezzi di mercato, con un partner industriale di dimensioni nazionali.
Nell’impianto Enea i raggi del sole vengono raccolti e concentrati da un sistema di specchi parabolici, in grado di captare in modo continuativo la radiazione solare grazie ad un sistema di controllo che ne assesta l’inclinazione in direzione del sole.
La radiazione solare viene concentrata su un tubo assorbitore posto sul fuoco della parabola, al cui interno scorre un fluido termovettore, che si riscalda, raggiungendo temperature molto elevate.
Il fluido va a convogliarsi in un serbatoio caldo, in cui si accumula il calore ad alta temperatura e da qui è inviato ad uno scambiatore a cui cede una parte di calore. Questo calore genera il vapore che alimenta un sistema convenzionale di produzione di energia elettrica. Con modeste modifiche, l’impianto a ciclo combinato di Priolo utilizzerà il vapore prodotto dal campo solare, che verrà immesso nel gruppo turbine già operante per la centrale.
Gli impianti solari di questo tipo saranno in grado di produrre energia senza emissioni né inquinamento: non sono impiegati materiali tossici, infiammabili o altrimenti pericolosi. In particolare, il liquido termovettore utilizzato è un comune fertilizzante utilizzato in agricoltura e quindi eventuali fuoruscite accidentali non hanno alcun impatto ambientale.

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