Le sardine salveranno il mondo!

Un importante aiuto nella lotta contro il surriscaldamento globale può venirci da una delle specie marine più pescate, sebbene forse poco considerate: le umili sardine. Da secoli alimento base della dieta di molti paesi nordici, le sardine sono oggi al centro di una teoria scientifica che esalta il loro ruolo nel combattere le emissioni di metano, dannosissime per l’atmosfera in quanto diffondono 21 volte più calore rispetto all’anidride carbonica.
Come riferito dal New York Times, studiosi delle università di Miami e Città del Capo hanno messo in relazione la scomparsa delle sardine dai mari della Namibia con l’aumento delle emissioni di metano, un fenomeno che prima dell’eliminazione dei pesci era molto minore, sia per frequenza che per intensità.
Andrew Bakun e Scarla Weeks – gli scienziati che hanno elaborato la teoria – spiegano il fenomeno in questi termini: quando c’è grande presenza di sardine queste smuovono il fitoplancton dai fondali marini e lo portano in superficie, dove viene poi mangiato; quando però i pesci scompaiono le minuscole piantine si depositano sul fondo e, decomponendosi, producono grandi nubi di metano e solfuro di idrogeno.
Se a questo aggiungiamo il fatto che l’aumento delle temperature già favorisce la maggiore presenza del fitoplancton sulla superficie dei mari, ecco che secondo gli studiosi il ruolo delle sardine nel contenimento del global warming diviene ancora più importante.

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