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La foca monaca è tornata nelle acque del Mediterraneo

Si torna a parlare di foca monaca. Dopo l’avvistamento avvenuto lo scorso anno nei pressi di una grotta del Salento in Puglia è infatti di questi giorni la notizia di un nuovo avvistamento avvenuto in Sicilia ad opera di due subacquei. L’eccezionale incontro è avvenuto nelle acque dell’area marina protetta di Favignana. La notizia è stata data dalla direttrice della Riserva Marina delle Egadi Liliana D’Angelo e la segnalazione riguarda due esemplari, un maschio ed una femmina, che si trovavano in una grotta sommersa.
Il maschio era di circa due metri di lunghezza mentre la femmina di circa un metro e mezzo. Si tratta di un fatto che non si verificava da molti anni in quella zona e che sicuramente è un segnale positivo riguardo le buone condizioni di salute del mare delle Egadi.
Quest’ultimo avvistamento ed altri avvenuti negli ultimi anni in varie località italiane sembra confermare la tendenza di una ripresa della presenza di questo misterioso mammifero marino nei nostri mari.
La Foca monaca (Monachus monachus) è il mammifero marino a maggior rischio di estinzione nel Mediterraneo. Un tempo, questa foca, era molto più diffusa lungo le nostre coste e veniva frequentemente avvistata lungo i litorali, sopratutto della Sardegna, della Puglia e della Sicilia.
Al momento attuale si stima che nel Mediterraneo ne siano rimasti circa 400 esemplari, che fanno di tutto per passare inosservati alla vista dell’uomo che nel passato è stato artefice del loro sterminio.
Oggi questo mammifero marino e protetto da severe leggi che prevedono anche l’arresto nei casi più gravi. Non è ancora molto conosciuta la biologia di questa specie di foche nostrane. Per questo è stato costituito il “Gruppo Foca Monaca” su iniziativa del WWF Italia che oltre che dello studio delle foche monache si preoccupa anche di tutelare gli ultimi esemplari rimasti sulle nostre coste.

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