Di corsa per salvare il pianeta

L’impresa è certamente estrema ed è di quelle che lasciano il nome iscritto nella memoria degli sportivi più coraggiosi. Ma lui, Francesco Galanzino, 45 anni, sposato e padre di due figli, di professione imprenditore e corridore per passione, l’impresa la vuole compiere soprattutto per testimoniare il suo appoggio alla campagna energia e clima di Greenpeace, per lanciare un allarme sul cambiamento climatico e promuovere un nuovo modello di sviluppo basato sul risparmio energetico e sullo sfruttamento delle energie rinnovabili. Dalla fine di maggio l’unico atleta italiano impegnato in questa avventura è in viaggio, sta attraversando di corsa i quattro deserti più temibili del pianeta: il Gobi in Cina, l’Atacama in Cile, il Sahara in Egitto e l’Antartide. Ma Galanzino non si ferma qui: ogni maratona sarà occasione per testimoniare il suo appoggio alla Campagna energia e clima di Greenpeace. Infatti, se i deserti attraversati dalla corsa sono ecosistemi vitali, legati a determinate condizioni climatiche e geografiche, i cambiamenti climatici rischiano di modificare la faccia del pianeta, accentuando (tra gli altri) fenomeni come la desertificazione. Greenpeace – 3 milioni di sostenitori in tutto il mondo – si batte da anni per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, come petrolio e carbone, e le conseguenti emissioni di gas a effetto serra, responsabili dell’aumento delle temperature terrestri. Per questo propone una vera e propria rivoluzione energetica, basata largamente sullo sviluppo delle fonti rinnovabili e un forte miglioramento dell’efficienza negli usi finali dell’energia.
Ma nella sfida di Galanzino c’è dell’altro: «Quando attraverso un deserto», spiega, «la cosa che più mi colpisce è il valore “prezioso” della semplicità. In quei luoghi, tutto deve essere semplice: la corsa, per risparmiare forze; i cibi, per pesare poco ed essere digeriti; l’abbigliamento, perchè non si rovini. Tutto ciò che è semplice non si rompe e, d’altra parte, anche la bevanda che ci disseta è la più semplice: l’acqua». Semplice come il sole e il vento, le potenziali architravi della rivoluzione energetica proposta da Greenpeace, come l’uso efficiente di un bene prezioso qual è l’energia. «È il momento di iniziare a correre», commenta Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace: “E Francesco Galanzino corre per il pianeta”.

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