Nasce la prima bioraffineria

Coniugare competività sul mercato e sviluppo sostenibile non è un’utopia. Bastano impegno, intuizione e competenza. Nasce a Terni, grazie alla collaborazione fra Novamont (azienda nel settore delle bioplastiche) e Coldiretti, la prima bioraffineria. Lo stabilimento, a pieno regime dal 2008, raggiungerà una capacità produttiva annua di 60.000 tonnellate di bioplastiche totalmente biodegradabili. Si tratta di un’industria unica nel suo genere, in grado di far fronte all’aumento del prezzo del petrolio e alla sua disponibilità sempre più limitata. Le statistiche parlano di 200mila tonnellate di petrolio l’anno utilizzate per produrre sacchi e sacchetti di vario tipo.
Primo obiettivo dell’attività sarà sostituire nel 2010 tutti i sacchetti della spesa presenti nei supermercati con quelli prodotti grazie a sostanze biodegradabili come avviene, ad esempio, nella vicina Francia. Si calcola che per raggiungere questo obiettivo sarebbe sufficiente mettere a coltivazione appena 200mila ettari di terreno a colture di mais e oleaginose.
Proprio amido di mais e oli vegetali, infatti, saranno le uniche sostanze utilizzate dal nascente stabilimento. Unica controindicazione potrebbe essere il costo dei sacchetti (8 centesimi invece dei 5 attuali), ma la differenza di prezzo verrebbe progressivamente a ridursi.
Ma quest’ultima non sarebbe l’unica applicazione sulla quale si rifletterebbero i vantaggi dell’iniziativa: anche il settore dei pannolini e quello degli additivi per la produzione di pneumatici usufruirebbero dell’innovazione.

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