Lombardia: un maxi piano per lo sviluppo sostenibile

La Lombardia si dota di un Piano Territoriale Regionale, cioè di uno strumento inedito e moderno di programmazione, per delineare e governare il suo sviluppo nei prossimi decenni. Uno strumento costruito con il concorso di tutti gli enti locali e i soggetti economici e sociali, associazioni di categoria e operatori della Lombardia.
Si è iniziato con l’apertura, nell’auditorium Gaber del Palazzo della Regione, del “Forum del Piano Territoriale Regionale della Lombardia”, cioè appunto il processo di consultazione e di dialogo con tutti i soggetti interessati, che rimarrà aperto per tutta la durata di costruzione del Piano stesso (2007). Più di 400 amministratori locali ed esponenti del mondo economico hanno preso parte ai lavori aperti dalle relazioni degli assessori al Territorio, Davide Boni, e alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo.

“Quello che stiamo preparando – ha detto Boni – è un documento strategico che orienterà i prossimi decenni di sviluppo sostenibile del territorio, abbracciando tutte le dimensioni che esso implica: le infrastrutture per la viabilità, le reti, l’ambiente. Valorizzeremo la vocazione di tutti i singoli territori in un quadro organico e dinamico che va anche oltre la dimensione regionale, guardando a tutto il Nord Italia: basti pensare a realtà come il sistema aeroportuale o ai bacini fluviali come quello del Po”.

Che il metodo del Piano Territoriale Regionale (PTR) sia fortemente innovativo e moderno, lo ha sottolineato particolarmente l’assessore Cattaneo. “Si passa decisamente dalla vecchia pianificazione – ha detto Cattaneo – illuministicamente calata dall’alto e statica, alla programmazione strategica, che nasce dalla considerazione della realtà e delle dinamiche che la interessano, e che accompagna e governa i processi”.
“E i processi moderni – ha aggiunto Cattaneo – sono a dimensione anche sovra-regionale, o addirittura europea, come i processi che riguardano l’economia o le grandi opere infrastrutturali, a cominciare dai Corridoi e dai Trafori. Insomma la realtà lombarda va pensata come una parte del territorio europeo”.

Lascia un commento