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Riuso e riciclo: scambiare e riutilizzare per non inquinare

La situazione ecologica mondiale non verte certo, negli ultimi anni, in una situazione particolarmente favorevole ma anzi continuamente minacciata da pericoli e prospettive poco positive, che lasciano all’orizzonte sempre nuovi rischi legati per esempio a fenomeni come all’affetto serra, il buco nell’ozono e il riscaldamento globale. Ecco perchè innovative e interessanti metodologie possono essere semplicemente applicate per correggere e modificare positivamente alcuni nostri atteggiamenti che, possono senz’altro confluire in una complessiva e maggiore attenzione al nostro ambiente, proteggendo e salvaguardando ciò che di più caro abbiamo: il nostro mondo.

Due allora le buone azioni da applicare, tra le più utili e semplici, per ridurre, ad esempio, i rifiuti alla fonte e a destinazione finale, evitando il rischio inquinante degli inceneritori e del sovraccarico delle discariche.

Certo, un’accurata raccolta differenziata può, in primis, facilitare molto il recupero dei rifiuti che una volta separati nelle diverse categorie posso essere riciclati e destinati a un secondo utilizzo in maniera più semplice. Ma se ci si proponesse di diminuire alla fonte la quantità di rifiuti e quindi di inquinamento, allungando anche la vita dei nostri oggetti?

E’ semplice e perché no, creativo e interessante, destinare un secondo e differente uso ai nostri vecchi oggetti, appunto secondo il metodo del riuso, che ci permette di utilizzare di nuovo cose già usate destinandole ad altre funzioni anche diverse dalle primitive, contribuendo così a diminuire il flusso dei rifiuti destinati allo smaltimento finale, rimettendo sul mercato un bene già usato, il cui ciclo di vita sarà allungato in accordo col principio di un uso più sostenibile delle risorse.

Anche il Decreto Ronchi del 1997, che prevede la gestione dei rifiuti attraverso una scala di priorità, colloca in cima agli atteggiamenti positivi la tecnica del riutilizzo che, ponendo sul mercato un bene già utilizzato, riduce non solo i rifiuti e quindi l’inquinamento generato dal loro successivo incenerimento ed ammasso in discarica ma, anche il consumo di materie prime per la produzione di un bene nuovo.
Ancor più utile, ma in questo caso anche piacevole, simpatico e positivo è il metodo dell’eco-riciclo, che non solo permette di riutilizzare oggetti usati, ma consente di favorire lo scambio tra persone, la nascita di contatti, amicizie e ulteriori futuri “riutilizzi”.

Il principio del non inquinamento e del blocco dei vecchi oggetti prima che diventino rifiuti, rimane, ma in questo caso ciò che viene ritenuto da buttare per noi, può essere interessante per qualcun altro, disposto ad acquistare, scambiare e donare qualcosa in cambio. Ecco così che la nostra vecchia collezione di fumetti potrà essere scambiata, anziché gettata via o, perché no, donata in cambio di un vecchio film in videocassetta o ancora, regalata ad un altro “riutilizzatore” come noi.

Un metodo utile quindi non soltanto alla riduzione dei rifiuti ma positivo e ottimo anche per ripensare a un rapporto con i nostri oggetti, per diminuire le spese nell’acquisto di qualcosa di nuovo, che magari possiamo ottenere con un metodo più utile all’ambiente e meno dispendioso e per dare una mano concreta alla lotta contro l’inquinamento, anteponendosi allo smaltimento dei rifiuti e alla raccolta differenziata.

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