L'eco-cinema approda a Roma

Film, documentari e video di tutto il mondo in salsa verde: è questo il menu di “Viva Gaia! – Film e video ecologisti per il terzo millennio”, fino al 21 novembre al Filmstudio di Roma. La rassegna cinematografica propone 80 titoli scelti in collaborazione con i più importanti eco-festival internazionali. “Il grande schermo – assicura Americo Sbardella, presidente di Filmstudio – è un buon modo per diffondere la conoscenza delle emergenze e delle soluzioni ai problemi ambientali: in Italia questa sensibilità è ancora molto superficiale”.

Durante l’evento, promosso dal Comune di Roma, in collaborazione con l’ambasciata di Francia e con il Goethe Institut di Roma, Filmstudio propone la sua cura a base di video, pellicole, corti e documentari. In più, per approfondire, verranno organizzati a lato della programmazione cinematografica, numerosi incontri con eco-esperti, registi, giornalisti e scrittori italiani. Incendi, macchine elettriche e rifiuti tossici i temi principali.

La ricca programmazione si apre con il famoso lungometraggio di Davis Guggenheim con Al Gore (nella foto) “Una scomoda verità” (2006). Al suo attivo due Oscar e un Nobel. Tra le pellicole proposte, non mancano di certo quelle premiate nei festival internazionali: “Repercussions”, (2007) vincitore della sezione energie alternative del californiano “Earth Vision Festival” o “The never, never water” (2003), applaudito al “Festival Internacional di Cinema e Video Ambiental” di Goias, in Brasile.

Numerose le anteprime per l’Italia come l’eco-horror “The Last winter” (2006) e l’esperimento di vita alternativa “Ghost Mountain: an Experiment in Primitive Living” (2005).

Non manca neppure uno sguardo al passato, con “Ecocineteca”, una raccolta di ben 20 pellicole che rappresentano i precursori dei documentari ambientalisti odierni. Molta attenzione è dedicata anche agli aspetti etnografici delle popolazioni sparse nei più remoti angoli della terra: “Horendi” (1972), ad esempio, racconta di cerimonie d’iniziazione che s’intrecciano a danze e musiche nelle lontane zone dell’Africa nigeriana, “Batteries dogon o tambours de pierre” (1966) parla ancora di musica, questa volta però le melodie sono del Mali e fanno da sfondo alla caccia alla capra selvatica sui dirupi di Bandiagara.

Proseguendo il viaggio nella rassegna s’incontreranno storie di deserti e di cammelli nell’affascinante paesaggio del Sahara, (“Asshak – Tales from the Sahara”, 2004) oppure si sorvolerà la Guyana spiando la foresta amazzonica e i suoi abitanti grazie a un dirigibile bianco in “The white diamond” (2004) di Werner Herzog. Non poteva mancare neppure una sezione dedicata alle grandi questioni ambientali con “Resolving Cambodia’s forest conflict: a model for Asia” (2006) e “The fires of the Amazon” (2004), per la prima volta in Italia.

“In armonia con la natura” – sezione che narra di foreste, animali e deserti – presenta, in anteprima, l’italianissimo “Ecopolis” (2006) di Michele Vaccari, e anche il cortometraggio di Massimiliano Troiani “La voce dei deserti” (2006).

“Un grande lavoro quello dei giovani Italiani – conclude Sbardella – ma c’è ancora molto da fare per portare l’attenzione sul cinema ambientalista; anche per questo vorremmo organizzare di nuovo la manifestazione il prossimo anno”.

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