Rafforzata la rete contro i crimini ambientali

Vita difficile per gli eco-criminali: l’Italia rafforza la rete di coordinamento e investigazione per i reati ambientali come incendi, bracconaggio o abbandono di rifiuti. La prima azione è la nascita di una nuova struttura operativa del Corpo Forestale dello Stato. “Un prezioso e decisivo passo avanti nella lotta per l’ambiente del nostro Paese – dichiara a proposito dell’iniziativa il ministro delle politiche agricole e forestali, Paolo De Castro – grazie a questa nuova struttura si intensificherà la collaborazione tra i ministeri che si occupano di ambiente, creando una collaborazione positiva che darà risultati importanti nel contrasto ai crimini ambientali”.

L’istituzione del nuovo gruppo nasce dagli sforzi congiunti del ministero delle Politiche Agricole, dell’Interno e dal ministero dell’Ambiente, da cui operativamente dipenderà il nucleo. Le attività principali del nuovo gruppo saranno la prevenzione e la repressione di crimini ambientali nelle aree protette nazionali o internazionali. In più il nucleo coordinerà le azioni dei vari ministeri per rendere ancora più efficaci le attività a tutela dell’ambiente e della sicurezza di tutti.

I reati ambientali non sono reati di “serie b”, ma – come anche gli incendi estivi ci hanno mostrato – un reale pericolo per tutti. Purtroppo le minacce alla natura non sono poche: da gennaio ad agosto 2007 i reati accertati dal Corpo Forestale sono stati circa 11.500 contro i circa 7.200 dello stesso periodo nel 2006. Crescono gli incendi (+56,7%), gli inquinamenti (+71,3%), i reati contro le aree protette (+21,6%).

Ma cresce anche l’impegno contro gli eco-criminali. Ne è una prova il “centro studi” per la promozione scientifica e di tecniche di indagine contro i reati ambientali di Cittaducale, vicino a Rieti. Il centro studi seguirà e informerà gli agenti della Forestale nelle indagini contro i grandi reati ambientali.

“E’ stata avvertita – spiega una nota del Corpo – la necessità di istituire una struttura che svolgesse un’attività di studio ed elaborazione di nuove strategie investigative per adeguare l’attività operativa della Forestale alla realtà giuridica vigente”. Proprio per questo a capo del Centro ci sarà Maurizio Santoloci, un magistrato esperto in danni all’ambiente e già membro dell’Osservatorio ministeriale sui Crimini Ambientali.

Il Corpo Forestale dello Stato – come forza di polizia ad ordinamento civile – si occupa di vere e proprie indagini di polizia giudiziaria ambientale con forti componenti investigative. Sempre più spesso la Forestale – con l’ausilio di molti reparti specializzati – si trova a dover stanare un incendiario a colpi di analisi di impronte digitali o DNA. Investigazioni non facili che necessitano di studio e di strategie investigative sempre aggiornate.

L’efficiente rete creata dai ministeri che lavorano per l’ambiente potrebbe funzionare anche da deterrente per chi ha deciso di distruggere la nostra natura.

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