Meno tasse per chi inquina meno e risparmia energia

«L’economia é un sottoinsieme dell’ambiente e l’ambiente é il limite naturale a qualsiasi intrapresa economica»: questa è la verità della quale secondo il Ministro dell’Ambiente ogni cittadino e impresa deve rendersi conto per attivarsi in favore della natura. Tuttavia, come fare? Secondo Stefania Prestigiacomo è necessario incominciare a considerare l’ambiente come un bene economico, favorendo “lo sviluppo delle imprese che si specializzano nella difesa dell’ambiente” grazie all’impiego di impianti di termovalorizzazione, di depurazione delle acque e produzione di energia rinnovabile.
Uno dei punti fondamentali «é iniziare a spostare gradualmente la tassazione dai redditi dei cittadini alle condotte dannose per l’ambiente, nell’invarianza della pressione fiscale». Solo così, secondo il ministro, privati e imprese, potranno effettuare le loro scelte orientandole gradualmente verso comportamenti ambientalmente più virtuosi.

Secondo la proposta del ministro, entro il 2020 ogni città potrebbe avere un quartiere ecologico per promuovere uno stile di vita attento all’ambiente “attraverso opportune consultazioni con le istanze locali, una campagna per la nascita, su basi volontaristiche e ben meditate”, come ha spiegato il Ministro, citando l’esempio del quartiere Vauban di Friburgo e delle esperienze che si stanno tentando a Milano con Renzo Piano e a Roma con Carlo Rubbia.

Negli obiettivi della Prestigiacomo compaiono altresì la valorizzazione delle aree protette grazie ad interventi di prevenzione e preservazione della biodiversità, e la proposta di una conferenza nazionale. Inoltre, è in atto una strategia a livello nazionale concernente la biodiversità al fine di rispettare gli obiettivi fissati dall’Unione Europea riguardo la conservazione e la gestione delle risorse naturali che dovranno essere raggiunti entro il 2010.

Verrebbero infine attivati sistemi efficaci per incentivare la raccolta differenziata, sostenendo le Regioni grazie a piani regionali riguardanti la gestione del ciclo dei rifiuti. In questo ambito, si prevedono monitoraggio e controllo per una tracciabilità dei flussi di gestione di tutte le tipologie di rifiuti e l’istituzione di sistemi che riescano a contrastare il traffico illegale dei rifiuti e le ecomafie.

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