Aree marine protette, Italia la migliore in Europa

L’Italia è all’avanguardia nella gestione delle aree marine protette. La protezione degli spazi d’acqua con la loro specifica flora e fauna è un ottimo modo per ripopolare i fondali dei mari. E con 56 aree marine protette, l’Italia non può certo lamentarsi. “Complessivamente siamo i migliori in Europa – testimonia Vincenzo Incontro, dirigente della riserva siracusana del Plemmirio – Il modello utilizzato e’ giusto, e la sua applicazione si sta affinando sempre di piu’. In generale le aree marine protette italiane stanno bene e in tutte si osserva un ottimo ripopolamento. Le uniche a soffrire sono quelle commissariate, come Ustica, che e’ la piu’ antica, e quella delle Egadi che e’ la piu’ grande.

“L’effetto parco” è in grado di far tornare pesci scomparsi anche nella misura del 68 per cento. A provarlo sono due ricerche internazionali. Oggetto di studio sono state la Florida e le coste dell’Australia che, come ha fatto notare una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica “Current Biology”, sono tornate ad essere l’habitat di barriere coralline.

Anche in Italia la vita marina torna a rifiorire nelle aree protette: nella riserva siciliana del Plemmirio – a largo di Siracusa – si sono osservati veri e propri boom con incrementi pari al 400 per cento. In seguito il recupero di fauna marina si e’ stabilizzato intorno al 70 per cento. Nel parco ligure di Portofino uno studio durato due anni ha contato 240 cernie contro zero esemplari agli inizi del 2000.

In Italia sono ventotto i parchi marini protetti. Lungo tutto lo stivale si distinguono il Santuario dei Cetacei, tra Italia, Principato di Monaco e Corsica, i due parchi archeologici sommersi, in Campania, e la zona a mare dei parchi nazionali dell’Arcipelago Toscano e della Maddalena (Sassari) per un totale di oltre 200 mila ettari tutelati. L’area più grande è quella a largo di Trapani. La più piccola quella dell’Isola delle Femmine.

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