Una muraglia verde per fermare l’avanzata del Sahara

Piantato in Mauritania il primo albero del progetto “Grande Muraglia Verde”, promosso dall’Unione Africana e finalizzato ad arrestare la desertificazione del continente.

Il tracciato della Grande Muraglia Verde

La scorsa settimana, il presidente della Mauritania, Mohamed Ould Abdel Aziz, ha piantato il primo di un milione di alberi che costituiranno un’unica barriera verde dalla capitale Nouakchott al confine con il Mali e che arresteranno l’avanzata del Sahara verso la capitale. Il progetto mauritano è solo una parte del progetto internazionale chiamato “Grande Muraglia Verde”, un immenso muro di alberi lungo oltre 7.000 chilometri che separerà il Sahara dall’Africa nera e che avrà lo scopo di fermare il processo di desertificazione che minaccia la natura e l’agricoltura tradizionale nel Sahel.

Il Sahel è la regione che si trova tra il confine meridionale del Sahara e l’Africa nera e che attraversa tutto il continente africano da est ad ovest – dall’Oceano Atlantico al Mar Rosso – per una lunghezza totale di circa 7.700 chilometri. Il Sahel è una regione ad alto rischio di desertificazione, a causa delle precipitazioni sempre più scarse e delle monocolture intensive (arachidi e cotone, in particolare) che, necessitando di molta acqua, la sottraggono sia all’agricoltura tradizionale locale sia all’uso alimentare. Le popolazioni che abitano il Sahel si trovano a dover affrontare emergenze connesse allo scarso approvvigionamento idrico e milioni di persone stanno soffrendo la fame e la sete.

Per fronteggiare il problema, nel 2005 l’Unione Africana e la CEN-SAD (la Comunità dei Paesi del Sahel e del Sahara) hanno messo a punto il progetto internazionale chiamato “Grande Muraglia Verde” (www.grandemurailleverte.org), che ha lo scopo di creare una fascia di vegetazione – lunga oltre 7.000 chilometri e larga 15 – che va dalla Mauritania al Gibuti. Oltre a Mauritania e Gibuti, il progetto coinvolge gli altri 9 paesi che si affacciano sul Sahel : Mali, Burkina Faso, Niger, Nigeria, Ciad, Sudan, Eritrea ed Etiopia e Senegal – il paese capofila, che sin dal 2006 ha trovato i fondi e ha già piantumato oltre 500 chilometri di vegetazione.

L’immenso muro di alberi immetterà nell’aria maggiore vapore acqueo e innescherà un circolo virtuoso che accrescerà le precipitazioni della regione: l’aumento di precipitazioni migliorerà la qualità del suolo e fermerà l’erosione del terreno. Questa muraglia, inoltre, costituirà una vera e propria barriera naturale contro le tempeste di sabbia del Sahara. Obiettivo finale del progetto è l’ampliamento delle riserve idriche della regione, che permetterà alla vegetazione autoctona di crescere spontaneamente e alle popolazioni locali di avere raccolti migliori, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Le essenze vegetali ammesse alla piantumazione devono rispettare alcuni criteri fondamentali: devono essere autoctone, devono essere comuni a più paesi confinanti tra loro e rispondere ai reali bisogni della popolazione. Le piante selezionate devono possedere valori nutrizionali adatti alle culture locali ed essere economicamente redditizie per le popolazioni, in modo da contrastare al tempo stesso anche la malnutrizione e la povertà della regione saheliana.

Lo scorso 17 giugno 2010, i capi di stato degli 11 paesi coinvolti nel progetto si sono incontrati a N’Djaména, capitale del Ciad (insieme ai paesi dell’Unione Africana e del CEN-SAD) e, nonostante le difficoltà nel reperire i fondi e qualche riserva sulla reale efficacia della Grande Muraglia Verde, hanno dato il via libera alla fase operativa del progetto. E’ nata “L’Agenzia Panafricana della Grande Muraglia Verde”, la cui missione è reperire i fondi necessari e coordinare tutte le fasi della piantumazione e della futura manutenzione degli alberi. Dalla GEF-Global Environment Facility è arrivato un finanziamento di 119 milioni di dollari, 3 milioni dei quali saranno utilizzati dalla Mauritania. In Mauritania (dove si calcola che il Sahara avanzi ad una media di 6-9 chilometri all’anno) il rimboschimento del Sahel è partito da ovest – dalla capitale Nouakchott – e proseguirà verso est fino al confine con il Mali, per una durata complessiva di circa 4 anni.

La Mauritania ha scelto di piantare essenze autoctone in grado di produrre anche legna da ardere e gomma arabica. La produzione di gomma arabica è molto importante per l’economia dei paesi saheliani (il Senegal è il primo produttore al mondo), essendo largamente utilizzata nell’industria alimentare, farmaceutica e cosmetica, nonché in pittura, come legante per i colori. Una volta completato il progetto, quindi, la Grande Muraglia Verde non avrà solo un’essenziale funzione ecologica, ma anche economica e sociale per il continente africano.

Per approfondire :
Agence Panafricaine de la Grande Muraille Verte

Lascia un commento