Amazzonia: le aree protette toccano quasi il 50%

Quasi la metà della foresta amazzonica è posta sotto tutela di legge: è questo il risultato di uno studio presentato recentemente dall’Imazon, l’istituto amazzonico di tutela degli uomini e dell’ambiente, e dall’ISA, un’associazione senza fini di lucro con finalità socio-ambientali. Secondo i dati raccolti, circa il 43,9% del territorio della foresta amazzonica brasiliana, pari a oltre due milioni di km2,  risulta essere stato regolamentato in aree protette.

Obiettivi principali di questi territori, alcune dei quali recentemente creati, sono la conservazione di un ecosistema delicatissimo e la salvaguardia della sua biodiversità.

Queste zone protette corrispondono a una precisa azione del governo brasiliano, dato che pongono sotto protezione territori fondamentali non solo per le molteplici specie animali che li popolano, ma anche per la sopravvivenza e il mantenimento della cultura dei popoli indigeni che vi risiedono, con il loro patrimonio di conoscenze e pratiche tradizionali. Sono ben 173 le etnie che abitano il polmone verde del nostro pianeta, circa 450.000 mila persone che appartengono ad oltre 150 ceppi linguistici diversi. Numeri record che si affiancano alla ricchissima biodiversità di flora e fauna: oltre 30.000 specie botaniche endemiche, 397 varietà di mammiferi, 387 di rettili, oltre 9.000 specie di pesci d’acqua dolce, oltre 1.800 di farfalle. Sono solo alcuni dei numeri che definiscono l’abbondanza biologica di questi territori.

Due i diversi tipi di protezione a cui sono sottoposte le aree: le “unità di protezione integrale”, in cui ad essere ammessa è solo la presenza umana legata alla ricerca scientifica e le “aree ad uso sostenibile”, dove è ammesso un utilizzo delle risorse naturali in conformità con il piano di gestione del territorio e una maggiore presenza umana.

Nonostante questi notevoli progressi, tuttavia, lo studio mette in luce anche le difficoltà per l’amministrazione di questi luoghi. Circa la metà non è sottoposto ad alcun piano di gestione territoriale e scarse sono anche le risorse umane addette al controllo del territorio: i dati rivelano la media di una sola persona per 1.871 km2. Sono questi alcuni dei motivi che portano alla deforestazione selvaggia, ed illegale, di una parte di questi luoghi protetti.

Numerose le indicazioni date dagli studiosi dell’Imazon e dell’ISA per tutelare con maggiore forza queste terre: dal miglioramento della gestione pubblica delle aree protette, al controllo attraverso operatori che siano più capillarmente insediati sul territorio, al riconoscimento della territorialità indigena.

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