UE: dal 2013 divieto di fosfati nei detersivi

È stato stabilito dalla Commissione Europea lo scorso dicembre a Bruxelles, ed è stato dato il via libera da tutti e 27 gli stati membri dell’Unione: dal 2013 stop ai fosfati nei detersivi per bucato e lavastoviglie. Si tratta di un’importante passo avanti dell’Unione Europea in ambito di sostenibilità ambientale che uniformerà le regolamentazioni dei vari Stati membri. Attualmente infatti alcuni Stati applicano già restrizioni nazionali, ma i limiti imposti non sono tutti uguali e soprattutto non sono sufficienti a garantire un buono stato della qualità dell’acqua. Ecco perchè è stato imposto il divieto di utilizzare fosfati nei detersivi ed è stato regolamentato il limite massimo di sostanze contenenti fosforo a 0,5 grammi per dose di lavaggio per i detersivi per bucato. Per quanto riguarda i detersivi per le lavastoviglie invece, la quantità di composti fosforosi ammissibile è pari allo 0,3 grammi per dose standard di lavaggio.

Le aziende produttrici dovranno perciò rimboccarsi le maniche e studiare il ciclo di vita dei propri prodotti, per adeguarli alle nuove regole europee. Se per i detersivi per bucato esistono già valide alternative ai composti contenenti fosfati, per i detersivi da lavastoviglie la ricerca è ancora agli inizi, pertanto la regolamentazione europea entrerà in vigore solo nel 2017.

Oltre all’abbattimento dei costi per il trattamento delle acque reflue, a vantaggio dei consumatori, il nuovo regolamento vede come maggiore beneficiario l’ambiente. Sì, perchè i fosfati presenti nei detergenti si disciolgono in acqua e dopo il lavaggio vengono scaricati nelle fogne. Le acque reflue vengono depurate con metodi altamente complessi e costosi, ma se la concentrazione di fosfati è elevata, o la tecnologia del depuratore insufficiente, rimangono tracce di fosforo pericolose per gli ecosistemi di fiumi e laghi in cui vanno a defluire. La conseguenza è il fenomeno di eutrofizzazione, ovvero un eccesso di nutrimento per le piante acquatiche che iniziano a proliferare, innescando una serie di processi chimici che riducono l’ossigeno presente in acqua, e liberano sostanze come ammoniaca ed acido solforico, tossiche per le altre forme di vita.

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