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Londra 2012: le Olimpiadi più green della storia

In attesa del via ufficiale alle competizioni, l’Organizzazione dei Giochi Olimpici di Londra (Locog) mette a segno il primo risultato fissando l’obiettivo di destinare al riciclo, al riuso o al compostaggio il 70% dei rifiuti prodotti dalla manifestazione internazionale. Una buona notizia per l’ambiente: l’obiettivo dichiarato dell’Organizzazione è quello di fare di Londra 2012 “le Olimpiadi più green della storia”.

“Se si vuole realizzare un evento di queste dimensioni”, spiega David Stubbs, responsabile sostenibilità del Locog, “occorre anche provvedere affinché al Paese rimanga un lascito positivo e duraturo”. L’evento conta 14.700 atleti in gara, 11 milioni di spettatori attesi tra Londra e gli altri siti olimpici, 21.000 giornalisti e circa 200.000 addetti. Più o meno l’equivalente di 46 Coppe dei Campioni simultanee, in grado di generare perciò un importante impatto ambientale.

Tra le preoccupazioni più significative affrontate dal Locog troviamo il packaging, in modo particolare quello dei prodotti alimentari e dei pasti che verranno consumati durante l’evento. In particolare, il Locog ha stabilito che, per tutti i prodotti, il packaging, e in particolare quello ad uso alimentare, dovrà essere certificato secondo la norma europea En 13432, che stabilisce i parametri di biodegradabilità e compostabilità, per poter essere avviati al compostaggio in digestione anaerobica.

Inoltre, ha stabilito che si dovrà procedere alla raccolta differenziata dei contenitori in Pet per susseguente riciclo e che gli involucri di dolci, merendine, ecc. dovranno essere raccolti separatamente per essere poi conferiti agli impianti destinati alla produzione di energia da scarti.

Per raggiungere questi obiettivi, il Locog si è avvalso della collaborazione di partner quali Nnffc e Wrap, insieme ai quali sono state identificate le linee guida per la gestione della raccolta, del riciclo e dei flussi di compostaggio, aiutando così i fornitori dei servizi di ristorazione nella scelta dei materiali più idonei per il packaging.

La compostabilità con digestione in ambiente anaerobico, si sposa con la filosofia dell'”Hospitality and Food Service Agreement”, presentato il 27 giugno scorso dall’organizzazione no profit Wrap e finalizzato a sostenere le imprese, le amministrazioni, le comunità e i singoli individui a ridurre la produzione di rifiuti alimentari e del packaging.

Una ricerca del Wrap ha dimostrato che prevenire la produzione “evitabile” di rifiuti alimentari o, in alternativa, procedere al compostaggio per digestione aerobica di quelli non evitabili, potrebbe comportare, nel solo Regno Unito, un risparmio complessivo 720 milioni di sterline. Uno degli obiettivi per coloro che hanno sottoscritto l'”Hospitality and Food Service Agreement” è, dunque, riciclare o compostare il del 70% dei rifiuti prodotti, entro la fine del 2015.

Fonte:  www.adnkronos.com

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