Energia solare, fonte di sviluppo anche per le donne indiane

Il Barefoot College in India ha trasformato le donne dei villaggi in esperte di energia solare. Elettricità pulita e sviluppo economico per centinaia di comunità.

Sebbene in ritardo rispetto a quanto auspicato dagli studiosi, finalmente sembra che la tutela dell’ambiente sia diventata una priorità anche per gli italiani. Sempre più consumatori, infatti, quando si prendono del tempo per porre le migliori offerte di energia a confronto, non si limitano più a scegliere quella più economica, ma preferiscono premiare operatori che investono nelle rinnovabili.

Non solo iniziative personali, ma anche istituzionali: recentemente l’Ue ha lanciato un bando per la promozione delle energie rinnovabili, il quale prevede cospicui fondi per il finanziamento di progetti ecosostenibili. Si tratta di un buon modo per tutelare il nosto pianeta e, di conseguenza, anche noi stessi. E non solo nei paesi europei, ma anche in quelli più poveri fioriscono le iniziative per promuovere l’impiego di energia pulita.

L’energy divide è quella distanza che separa le comunità in base al loro accesso all’energia elettrica. É uno dei problemi che affligge molti Paesi del mondo, tra cui l’India, caratterizzati da una forte crescita ma anche da forti sperequazioni sociali. La buona notizia, in questo caso, arriva dal Rajasthan, dove le donne di alcuni villaggi sono state trasformate in esperte di energia solare.

Il progetto del Barefoot College ha coinvolto 150 donne anziane, provenienti dal vicino villaggio di Tilonia e da altri 28 paesi, in un percorso di formazione che ha insegnato loro come installare impianti per la produzione di energia dal sole. L’iniziativa, presentata anche alle Nazioni Unite, sarà esportata presto anche in America Latina in collaborazione con Enel Green Power. Entro l’anno, in questo modo, 1000 case saranno dotate di energia elettrica anche in Cile, Colombia, Guatemala, Brasile e Perù.

Il progetto non prevede impianti in rete, ma piccole installazioni in grado di rendere autonoma ogni abitazione. Puntare sulle donne di età avanzata è una garanzia per la buona riuscita dell’esperimento: grazie alla loro esperienza e autorevolezza nella comunità, infatti, queste riescono a trasmettere il know-how appreso anche agli altri abitanti della casa e del villaggio. Dopo soli sei mesi, le “allieve” possono costruire e occuparsi della manutenzione di diverse lampade a energia solare e dei rispettivi caricabatterie.

L’idea, che nello stesso contesto sociale indiano poteva sembrare irrealizzabile, è nata dalla mente di Bunker Roy, fondatore del Barefoot College, una onlus che dal 1972 ha come missione l’alfabetizzazione delle donne dei villaggi. Adesso Roy, insignito dalla rivista Time fra le cento persone più influenti del pianeta nel 2010, potrà aggiungere un altro successo alla sua carriera di attivista.

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