Energie rinnovabili, in Danimarca vietate le caldaie fossili

Nel paese nordico, in vigore da gennaio l’obbligo di sistemi di riscaldamento da energie rinnovabili. Obiettivo: totale eco-sostenibilità entro il 2050. 

Negli ultimi anni il tema dell’ecosostenibilità è diventato via via più sentito, anche se c’è ancora molto da fare se vogliamo evitare di lasciare ai nostri figli una scomoda eredità. Per questo motivo occorre adottare piccoli accorgimenti quotidiani al fine di promuovere uno stile di vita e di consumo più green. Una buona idea potrebbe essere, ad esempio, al momento di confrontare le migliori tariffe di energia elettrica presenti sul mercato, di privilegiare quegli operatori che forniscono energia pulita, anche a costo di spendere qualche euro in più.

Oltre ai singoli sforzi dei cittadini, sembra proprio che questo tema sia oggetto di attenzioni anche a livello istituzionale. La stessa UE, come rivela questo articolo, ha infatti stanziato dei fondi per finanziare progetti dedicati allo sviluppo delle rinnovabili. Anche i diversi paesi membri hanno messo a punto diverse iniziative green.

A partire dal primo gennaio, in Danimarca entrerà in vigore una nuova normativa per vietare l’installazione di sistemi di riscaldamento da fonti fossili negli edifici di nuova costruzione. Per quanto riguarda i vecchi edifici invece, dal 2016 le relative caldaie a combustibile saranno sostituite, dove possibile, con sistemi eco-sostenibili. Questa normativa fa parte di un ambizioso progetto che mira a portare il Paese all’utilizzo di fonti energia completamente rinnovabili entro il 2050.

La scelta è stata fortemente voluta dall’esecutivo, che fin dagli esordi del suo mandato si è distinto per l’impegno e l’attenzione verso le tematiche ambientali, ed è stata approvata quasi all’unanimità dal Parlamento. Già prima dell’entrata in vigore di questa norma, la Danimarca era comunque un paese all’avanguardia  sotto il profilo delle rinnovabili, con gli impianti di teleriscaldamento che coprono oltre il 60% della produzione. Inoltre, più dell’80% del calore è ottenuto da centrali di cogenerazione, che producono al contempo elettricità e riscaldamento, in modo molto più efficiente degli impianti tradizionali a gas.

Il Paese si trova in una condizione privilegiata anche per quanto riguarda l’elettricità, visto che l’abbondante vento che soffia sulle sue coste, fornisce già il 25% del fabbisogno complessivo. L’obietivo del governo, mira tuttavia superare di gran lunga questo traguardo: entro il 2020 si prevede infatti di arrivare al 50% di elettricità eolica, e al 35% di fonti rinnovabili per i consumi energetici complessivi, puntando numerose risorse sulle biomasse.

I costi di queste virtuose normative, sono, come comprensibile, molto ingenti. Il solo progetto per il riscaldamento domestico, ha richiesto lo stanziamento di 6 milioni di euro, mentre altre risorse sono state dedicate alla promozione di fonti di energia rinnovabile, come la geotermia a bassa entalpia, e le pompe di calore. Parte di questo denaro, verrà ricavato attraverso rincari delle bollette, ma nonostante ciò, i danesi hanno accolto la notizia con positività.

 

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