Ripresi i negoziati di pace per la crisi in Costa d'Avorio

Sono recentemente ripresi a Parigi i colloqui di pace per trovare una soluzione alla crisi che da 4 mesi sta affliggendo la Costa d’Avorio. La ribellione iniziò lo scorso 19 settembre 2002 con lo scoppio di violenti combattimenti nella capitale commerciale Abidjan, cui fecero seguito le uccisioni di alcuni responsabili della sicurezza, del Ministro dell’interno, della famiglia,di quello della difesa e del comandante militare della città di Bouaké, anch’essa teatro di scontri tra l’esercito governativo ed i rivoltosi che tentarono di rovesciare il governo di Laurent Gbagbo. All’origine di questi drammatici eventi ci sarebbero lo scontento di una parte delle Forze armate nazionali e le ambizioni di rivalsa dei protagonisti del precedente tentativo di golpe, oggi esiliati. In seguito ad un’ordinanza emessa dal governo due guarnigioni stavano per essere smobilitate e i militari si sono rivolti ai loro predecessori in esilio perché li aiutassero a organizzare la loro protesta. La protesta è immediatamente degenerata in un tentativo di golpe.Ora, la ‘tavola rotonda’, inaugurata lo scorso 15 gennaio, organizzata grazie alla mediazione francese, riunisce tutti i protagonisti della complicata situazione ivoriana. Sono trentadue i delegati che si trovano in Francia, chiamati a rappresentare il governo, i partiti politici e i tre movimenti ribelli attivi nel Paese che controllano, ormai, la zona settentrionale della Costa d’Avorio. Durante i negoziati della scorsa settimana, sono stati toccati molti temi importanti. Le più grandi divergenze si sono riscontrate intorno al concetto di ‘ivorianità’. Il concetto di “nazionalità dubbiosa” ha escluso, infatti, molti cittadini dalle urne e dalla possibilità di essere eletti, come ad esempio è accaduto per il leader, del principale partito d’opposizione, Alassane Ouattara, anch’egli presente a Parigi. Le parti, tuttavia, hanno dimostrato una maggiore disponibilità a trattare i temi dell’eleggibilità dei cittadini, del potere delle amministrazioni locali e di eventuali modifiche da apportare alla Costituzione. Inoltre, secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche, i referenti sono stati chiamati a parlare della possibilità di una transizione, di elezioni anticipate e della possibilità di formare un governo di unità nazionale aperto a tutte le correnti e a tutte le tendenze politiche. I risultati dell’incontro di Parigi saranno resi noti il 25 o 26 gennaio, quando, sempre nella capitale francese, ci sarà un incontro dei capi di stato africani che vedrà la partecipazione del segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan.

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