Milano: inchiesta sull'Anas, 31 arresti

Una piccola Tangentopoli stradale. Trentuno ordinanze di custodia cautelare nei confronti di dirigenti o funzionari dell’Anas e di titolari di società del nord Italia sono state eseguite nella notte dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico. Sono state emesse dal gip di Milano su richiesta della Procura del capoluogo lombardo. L’indagine dei militari ha portato ad accertare una serie di reati che vanno dalla corruzione alla turbativa d’asta e alla truffa nel settore delle escavazioni, costruzioni stradali e della relativa impiantistica.In particolare alcuni dirigenti dell’Anas, previo compensi in denaro, avrebbero messo in condizione un gruppo di imprenditori, che avrebbero istituito un cartello di non belligeranza, di vincere gare d’appalto di milioni di euro.L’operazione ha riguardato varie città d’Italia, dove sono stati effettuati gli arresti, ma i compartimenti Anas interessati sono quelli di Milano, Torino e Palermo. Secondo quanto si è finora appreso, tra gli arrestati vi sarebbero il Capo dipartimento dell’Anas di Milano, il dirigente dell’Area servizi e un direttore dell’Area costruzioni, sempre di Milano. Le ordinanze coinvolgerebbero anche il capo servizio manutentivo dell’Anas di Sondrio e altri funzionari dell’Anas di Milano e Sondrio. La maggior parte delle ordinanze di custodia cautelare riguardano imprenditori o legali rappresentanti di numerose ditte di Milano, Bergamo, Como, Brescia, Napoli, Salerno e Reggio Calabria. Le indagini, hanno spiegato i carabinieri, riguardano in particolare un periodo che va da sei mesi a pochi giorni fa, con appendici anche in passato. Gli imprenditori favoriti da tecnici, responsabili e dirigenti, avrebbero versato agli stessi cifre nell’ordine del 5% del valore totale dell’appalto ottenuto. Non solo bustarelle su appalti pilotati ma anche veri e propri interventi d’urgenza per frane simulate dalle stesse ditte che poi venivano chiamate a sgomberare le strade.

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