Libertà per tre donne

Tre donne hanno riacquistato nei giorni scorsi la libertà. Ne dà notizia Amnesty International che ha seguito i loro casi. Aziza Abbas Muhammad e Sayida Muhammad Gad al-Rab, entrambe egiziane e mogli di prigionieri politici, sono state rilasciate il 20 marzo dopo oltre otto mesi di detenzione. Erano state arrestate per motivi ignoti e trattenute dai servizi di sicurezza per circa due mesi senza poter avere contatti con familiari e legali. Trasferite nella prigione femminile di Qanatir, erano state poste in detenzione amministrativa in base alle leggi di emergenza nazionale. In Egitto, la legislazione di emergenza e la legge 10 del 1914 (Assembly Law) impone pesanti restrizioni all’esercizio del diritto alla libertà di espressione e riunione. Nei giorni scorsi centinaia di persone sono state arrestate in occasione delle diverse manifestazioni contro la guerra in Iraq svoltesi nel paese. In diversi casi, queste persone sono state sottoposte a tortura o maltrattamenti durante la detenzione.La terza donna si chiama Erika Abigael Loera Varela, è messicana ed era “scomparsa” il 20 dicembre 2002 a Ciudad Juarez, nello Stato di Chihuahua. E’ riapparsa sana e salva all’inizio di aprile. Amnesty International e le organizzazioni locali per i diritti umani stanno premendo sulle autorità del Chihuahua affinché prendano misure concrete per porre fine al drammatico fenomeno dei numerosi sequestri e rapimenti di donne e ragazze (otto nei soli ultimi cinque mesi), per il momento ad opera di sconosciuti.Dal 1993, oltre 200 donne sono state uccise a Ciudad Juarez e a Chihuahua e moltissime le donne scomparse. Nella maggior parte dei casi, si tratta di donne originarie di altre regioni messicane e trasferitesi nello stato di Chihuahua in cerca di lavoro. Qui, infatti, dove il confine con gli Stati Uniti è molto vicino, sorgono numerose maquiladoras, fabbriche fondate da compagnie americane e non solo che utilizzano manodopera a condizioni economiche molto vantaggiose rispetto agli standard abituali.

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