La pace: un segno scritto in cielo…

Ero in macchina, verso sera e mentre percorrevo “l’Olimpica” dirigendomi verso Monte Mario nella città di Roma, illuminata dalle luci dei lampioni e dalle macchine che scorrevano veloci, in quel momento, per un attimo, ho alzato gli occhi verso il cielo, sopra il monte, e la visione che si apriva di fronte a me era uno spettacolo unico e fantastico: ero rimasto affascinato dal cielo blu scuro e nel bel mezzo uno spicchio di luna e una stella vicini l’uno all’altra.
Cosa c’è di strano in questo? Chissà quante volte abbiamo visto questa immagine o forse l’abbiamo vista come se fosse qualcosa di scontato di già visto, un bel fotogramma che subito dopo se ne va via veloce dalla nostra memoria.
Ebbene, soffermandomi su questo straordinario fotogramma, mi è subito venuto in mente la relazione tra la “mezzaluna palestinese” e la “stella israeliana”: un immagine nel cielo che non poteva che essere di estrema bellezza, di armonia, di unione seppur nel rispetto nella loro individualità ma semplicemente l’una accanto all’altra. Troppo bella per essere una casualità ma tale da esprimere che dietro questa immagine ci fosse, e ne sono convinto, una chiara e precisa volontà da parte di Qualcuno più grande di noi, di voler essere guardata.
Come è possibile allora che questa unione, o ancor meglio questa vicinanza in cielo, non possa invece esistere qui sulla terra?
Non è un caso che proprio in questi giorni nel mezzo di una crisi così profonda, appesi ad un filo sottile, questo “regalo” del cielo giunge proprio a noi sulla terra, per essere visto non solo qui a Roma ma su tutto il pianeta, Palestina e Israele compresi.
Mi sono chiesto come nell’apparente silenzio del cielo si possa giungere ad una unione mentre il suono della guerra quaggiù porti invece solo divisione.
Siamo capaci o possiamo imparare a fare silenzio dentro di noi ad alzare gli occhi al cielo e vedere quanto sia straordinario ciò che ci è dato di poter osservare con i nostri occhi, un regalo unico nel suo genere, semplice, che riempie il cuore e che non può che infondere pace e amore. Se lasciamo da parte i rancori, le divisioni e ci riappropriamo della semplicità che c’è e risiede in noi da quando eravamo piccoli, potremmo ritrovare il gusto e la bellezza di vivere insieme senza pregiudizi.
Ma purtroppo spesso si guarda poco la natura e i messaggi in essa inscritti. Fra tutti la bellezza, la gioia di esistere, di appartenere a un mondo, a questo mondo. Tempo fa, una mattina, uscendo di casa per andare al lavoro, ho visto un arcobaleno nel pieno centro di Roma, ho gustato quel momento, ho riso, ero inondato di armonia di pienezza mentre più in là poi, ho visto la gente con lo sguardo basso e triste alle prese con i propri problemi quotidiani, nell’attesa di un autobus in ritardo e che è giunto carico di gente. Mi sono detto: che cosa si sono persi!
La soluzione a tanti problemi non risiede forse proprio lassù? Ma se questa unione è testimoniata in cielo, non può esserci anche qui in terra? Dove sta dunque la divisione, non c’è forse spazio abbastanza per tutti?… C’è spazio in cielo e in terra.
Probabilmente questo mio pensiero potrebbe risultare per alcuni insignificante, fantasioso, di poco conto, o forse per altri potrei averli semplicemente incuriositi o per altri ancora risultare un pensiero da condividere… ma credo che ciò che vada maggiormente sviluppato in questo tempo sia, per quanto possibile, il saper e il voler riuscire ad inviare, esporre e comunicare sempre più messaggi positivi.
Ciò è realizzabile in ogni tipo di rapporto – interpersonale, di gruppo, tra nazioni… – volendo includere anche l’importanza del ruolo assunto in questo tempo dagli organi di comunicazione e di massa, un tramite eccellente per riuscire ad inviare questo tipo di messaggio.
C’era una campagna “pubblicità e progresso” di alcuni anni fa che diceva più o meno così: fare una buona azione verso il prossimo crea intorno a se un effetto contagioso. Sulla scia di questo messaggio, facciamo in modo che simili pensieri abbiano sempre più uno spazio maggiore, vengano sempre più irradiati e come un contagio, possano diffondersi intorno a noi.
Questa lettera vuole essere un segno contagioso di positività che attraverso un semplice giornale vuole raggiungere il suo unico scopo: contagiare chiunque la legga e senza sosta arrivare fin laddove le armi tuonano, e in quel momento ad un tratto si faccia finalmente silenzio e tutti insieme, l’uno accanto all’altro senza distinzione di razza, colore politico, religione, poter alzare gli occhi al cielo e vedere questo grande spettacolo… e chissà se assieme alla mezza luna e alla stella non compaia anche una cometa!

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