Democrazie unitevi

E’ arrivato il momento che le democrazie del globo si uniscano con lo scopo principale di esportare democrazia e libertà alle nazioni poste sotto dittatura. Sono molte le proposte che nel mondo sono state fatte, riguardo la risoluzione di questa piaga, e che ancora oggi si tentano di portare a buon fine. Un buon fine che però tarda ad arrivare. Dopo l’11 settembre 2001 siamo tutti di fronte ad un nuovo ordine mondiale che consiste principalmente nella difesa dal terrorismo. L’esportazione di libertà e di diritti ai popoli sfortunati quindi rientra perfettamente nel nuovo contesto, dunque le nazioni libere e democratiche devono assumersi il carico e la responsabilità di intervenire – diplomaticamente e se non bastasse militarmente – per assicurare ai popoli le libertà e i diritti che gli sono negati.
L’intervento delle nazioni libere risulterà ambivalente: non solo produrrà benefici ai popoli liberati, ma anche a noi cittadini del mondo occidentale e democratico, minacciati dal terrorismo soprattutto quello di matrice islamica, che in una nazione democratica non troverebbe il terreno fertile – consistente nei finanziamenti – per sopravvivere.
È quindi assolutamente positivo quello che è stato fatto, e si sta ancora facendo, in Iraq (dove entro un anno si svolgeranno le prime vere elezioni) e in Afghanistan; ma attenzione all’Iran, alla Siria e alla Palestina.
Chiamiamola pure come vogliamo: O.D.U. (Organizzazione delle Democrazie Unite) o O.M.D. (Organizzazione Mondiale delle Democrazie), quello che serve è che le nazioni libere si uniscano contro il terrorismo e le dittature di ogni genere, mettendole in condizione di implodere, e promuovendo la democrazia dove non c’è attraverso i finanziamenti e la propaganda a favore dei partiti democratici.
L’O.M.D. precedentemente citata è un progetto lanciato dal Partito radicale transnazionale (www.radicalparty.org), dalla Freedom House (www.freedomhouse.org) e da altre organizzazioni e sostenuto tra gli altri da personalità quali l’ex-sottosegretario di Stato americano Madeleine Albright e George Soros. La proposta è vista di buon occhio anche dall’attuale amministrazione statunitense, che attraverso il suo Assistente Segretario di Stato Kim Holmes, ha rilanciato il progetto di riforma delle Nazioni Unite, creando al suo interno un’assemblea delle democrazie, in modo da emarginare sempre più le dittature, ancora troppe all’interno dell’O.N.U. (e quindi sulla Terra) ed eliminando dal Consiglio di sicurezza le nazioni a regime autoritario.
Sembra quindi che qualcosa al Palazzo di Vetro si stia muovendo, speriamo nel verso giusto, poiché se la situazione andasse nel verso nel quale ha transitato fino ad oggi , il futuro sarà difficile immaginarlo roseo.

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