Rilasciati prigionieri di coscienza a Cuba

Cinque dei 75 dissidenti condannati lo scorso anno a Cuba sono stati inaspettatamente scarcerati tra l’8 e il 9 giugno. Ne dà notizia Amnesty International che ha adottato i cinque come prigionieri di coscienza. Si tratta di Leonardo Bruzon Avila (presidente del Movimiento Pro Derechos Humanos 24 de Febrero), Emilio Leyva Perez, e Lazaro Rodriguez Capote (leaders del Partido Pro Derechos Humanos de Cuba), Miguel Valdez Tamayo (del gruppo di opposizione Fraternal Brothers for Dignity) e Carlos Alberto Domínguez González, un giornalista independente.
Un altro giornalista, Carmelo Díaz Fernández, è stato invece rilasciato per motivi di salute il 18 giugno dopo quindici mesi di prigione. Lo annuncia Reporters Sans Frontiers che definisce Cuba la seconda più grande prigione a cielo aperto per chi esercita la professione di giornalista dietro solo alla Cina.
Queste scarcerazioni sono eventi positivi ma non significano un cambio di politica del governo cubano nei confronti della dissidenza interna.
Ancora oggi chiunque esprima posizioni critiche nei confronti del governo rischia di subire vessazioni e arresti e nel mirino delle autorità sono soprattutto attivisti per i diritti umani e oppositori politici. Amnesty International denuncia che i dissidenti vengono condannati a lunghe pene detentive al termine di processi iniqui. Secondo l’organizzazione internazionale, sarabbero 88 i prigionieri di coscienza a Cuba.

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