Live 8: il lungo cammino verso la giustizia

10 concerti (a Roma – Circo Massimo-, Londra, Parigi, Berlino, Philadelphia, Toronto, Johannesburg, Tokyo, Mosca e St. Austell in Cornovaglia), 150 rockstars, 2 milioni di spettatori dal vivo, 200 emittenti televisive collegate, 4 miliardi di telespettatori, 1 solo messaggio, dichiara Bob Geldof, l’organizzatore: “LIVE 8 si rivolge a persone di tutti i Paesi perché si compattino in una sola richiesta. Nel 2005 vogliamo sentire la tua voce, non cerchiamo i tuoi soldi…
Ogni giorno, 30.000 bambini nel mondo muoiono a causa della povertà. Il prossimo 6 luglio avremo l’opportunità di abbattere, definitivamente, questa vergognosa statistica. Agli otto capi di Stato e Primi Ministri che si riuniranno in Scozia per il Summit del G8 verrà presentato un progetto fattibile per raddoppiare gli aiuti, ridurre i debiti e rendere eque le leggi del commercio internazionale. Nel caso in cui gli otto leader accettino, la nostra generazione avrà il merito di avere fatto della povertà un fenomeno del passato. D’altro canto, se accetteranno sarà solo se un gran numero di persone dirà loro di farlo. Live 8 è nato proprio con questo scopo. Noi non vogliamo i tuoi soldi – vogliamo te!”.
Tutto è pronto per il più grande concerto della storia per sostenere la lotta alla povertà nel mondo. “Giustizia nelle relazioni commerciali, cancellazione del debito, un aiuto maggiore e migliore”, dice Nelson Mandela nel messaggio registrato appositamente per promuovere l’evento. Insomma, non sono canzonette, questa è “musipolitica”.
A Roma (inizio ore 15) ci saranno oltre 35 artisti, che hanno accettato di partecipare a rimborso spese, pur di lanciare l’importante appello. Tra loro Antonacci, Baglioni, Daniele, De Gregari, Elisa, Jovanotti, Ligabue, Pausini, Venditti, Zero, Zucchero, i Duran Duran e tanti altri, cui si aggiungeranno, tra un cambio di palco e l’altro, anche dei testimonial speciali, come Raoul Bova, Carlo Conti, Paola Cortellesi, Fiorello, il sindaco di Lampedusa Sebastiano Siracusa e altri ancora.
Con l’augurio che le informazioni riescano a trapelare dalla musica e che i giovani che verranno a sentirsi il popò di cast, sappiano cosa sia il debito estero, di cosa si parlerà al G8 scozzese del 6 luglio, e magari quali siano le grandi risorse dell’Africa. Il cammino verso la giustizia è lungo, ma questa è la direzione giusta.

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