Sbarca a Palermo la nave della legalità

”Palermo vi dà il suo benvenuto e vi accoglie con affetto”. Il sindaco di Palermo Diego Cammarata ha salutato così i mille studenti di sessanta scuole italiane arrivati ieri da Civitavecchia a bordo della ‘Nave della legalità”. Con loro anche il viceministro per l’IstruzioneMariangela Bastico e il professore Luigi Berlinguer. A invitarli la Fondazione Falcone per ricordare il quattordicesimo anniversario della strage di Capaci, nella quale furono assassinati il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Ad accogliere i ragazzi il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, il magistrato Liliana Ferraro amica di Falcone, le sorelle del magistrato Anna e Maria Falcone che, rivolgendosi ai ragazzi, ha detto: ”Potrete dire ‘anche noi c’eravamo per il secondo sbarco dei Mille a Palermo”’. Prossima tappa del viaggio, l’aula bunker del carcere di Palermo dove verrà proiettato ‘Per Falcone’ filmato realizzato da RaiEducational che ricorda la vita del magistrato ucciso. ”Vivo questa giornata – ha detto il sindaco Diego Cammarata – con grande emozione e commozione. Celebriamo il valore della legalità assieme ai giovani, che devono farne una tappa fondamentale della loro formazione”. ”Questi ragazzi non sono venuti a Palermo in gita scolastica ma con uno scopo ben preciso, sono ambasciatori della legalità”. Gli fa eco l’ex ministro dell’Istruzione, Luigi Berlinguer, anche lui arrivato a Palermo a bordo della nave speciale. ”Voi testimoniate l’Italia della legalità – ha detto poi rivolgendosi ai ragazzi – non vogliamo una Italia del pizzo e delle raccomandazioni”. E il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato a Maria Falcone, ha ricordato ”l’angoscia e l’allarme di quelle ore” rimaste ”incancellabili nella mia memoria” e ha ricordato le figure di Giovanni Falcone ”uno dei più degni, combattivi e moderni magistrati”, quella della ”valorosa consorte e collega Francesca Morvillo”, nonché il sacrificio ”degli agenti Antonio Montinaro, Rocco di Cillo e Vito Schifani dedicatisi alla loro sicurezza”. Napolitanto, sottolineando come la ”battaglia e l’esempio di Giovanni Falcone diedero i loro frutti”, rivolge poi alla sorella del magistrato un ringraziamento per il suo impegno nell’associazione che porta il nome del magistrato. ”Cara Signora Maria- scrive il presidente – ha dato e continua a dare un contributo prezioso alla diffusione della cultura della legalità, alla mobilitazione di tutte le forze sane della società e in particolar modo delle generazioni più giovani per la conquista di condizioni di sicurezza e convivenza civile in Sicilia. ”Rivolgo a lei, agli illustri relatori del Convegno e ai ragazzi che con il loro slancio suscitano speranza e fiducia, un commosso e solidale saluto e il più fervido augurio di buon lavoro”, conclude il capo di Stato. E nell’aula bunker del carcere Ucciardone, i ragazzi hanno accolto con un lungo applauso il procuratore nazionale antimafia, l’ex procuratore capo di Palermo Giancarlo Caselli, il ministro della Giustizia Clemente Mastella, alla sua prima uscita ufficiale, l’ex ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer, il viceministro dell’Istruzione Mariangela Bastico e alcuni colleghi di Falcone, tra cui i procuratori aggiunti Alfredo Morvillo e Guido Lo Forte. ”Giovanni Falcone – ha detto Caselli – è stato lo straordinario inventore di un metodo di lavoro. Ha dovuto pagare sulla sua pelle il suo coraggio già 5 anni prima della strage, quando smantellarono il pool antimafia e lui fu costretto a ’emigrare’ a Roma”. ”Oggi è una giornata simbolica per la giustizia”, ha affermato dal canto suo Clemente Mastella sottolineando di essere a Palermo per ”senso istituzionale e di solidarietà”. ”Una giornata importante” in cui ”la scuola è uno strumento essenziale, baluardo della democrazia, l’elemento fondante per la libertà e la cultura della legalità”, ha dichiarato il neo ministro dell’Istruzione Beppe Fioroni. ”Come diceva Falcone – ha aggiunto il ministro – sono importanti le forze dell’ordine ma è fondamentale l’esercito di maestri che educano alla cultura della legalità”, ha aggiunto. E messaggi di solidarietà arrivano anche dal segretario dei Ds, Piero Fassino che ha sottolineato che ogni iniziativa legata al ricordo di Giovanni Falcone costituisce un ”tassello” della battaglia contro la mafia, ”un seme di giustizia, di passione civile, di liberazione, destinato a germogliare” e dal ministro dell’Interno Giuliano Amato che invia il proprio ”pensiero riverente e commosso alla memoria di quanti, magistrati, uomini delle istituzioni e appartenenti alle forze di polizia, hanno perso la vita per l’impegno profuso nella lotta alla criminalità mafiosa”. ”La costante e mai interrotta attività di contrasto di ogni grave forma di criminalità organizzata – prosegue il neo ministro – trova nella figura e nell’opera di Giovanni Falcone un punto di riferimento ineludibile per la testimonianza di determinazione e di professionalità che ha lasciato in eredità”.

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