Crac Parmalat, iniziata prima udienza preliminare

E’ iniziata questa mattina a Parma la prima delle tre udienze preliminari già fissate per il maxi processo sul crac del colosso del latte di Collecchio. Alla sbarra 64 tra amministratori, revisori e sindaci di Parmalat, a partire dal patron Calisto Tanzi al figlio Stefano, dal fratello Giovanni al braccio destro Fausto Tonna. Molteplici i capi d’accusa: bancarotta fraudolenta, associazione a delinquere, falso in bilancio e false comunicazioni sociali. Pochi i risparmiatori presenti, dei 135 mila che hanno visto bruciati, tra azioni e obbligazioni, 10 miliardi di investimenti (7 in bond e 3 in azioni). Si dovranno costituire parte civile. Insieme a loro anche diverse associazioni di consumatori. A presiedere all’udienza il giudice per le indagini preliminari Domenico Truppa, che si occuperà delle iscrizioni. Secondo quanto ha riferito l’avvocato di Calisto Tanzi, Gianpiero Biancolella, sono già stati acquisiti gli atti dei filoni relativi alle banche. Tanzi ”sotto il profilo religioso ha chiesto perdono, ben sapendo che è difficile ottenerlo dal punto di vista umano”, ha dichiarato ai cronisti che lo attendevano fuori dall’auditorium Paganini di Parma dove si terranno questi tre giorni di udienze, l’avvocato Biancolella sottolineando che ”anche noi difensori siamo cittadini”. Per questo, dunque, ”è necessario – ha detto – che venga fatta chiarezza. La magistratura deve chiarire perché una società che aveva già problemi economici sia potuta andare avanti con la collocazione di nuovi titoli”.
Per il procuratore capo di Parma, Gerardo Laguardia, è ”un buon risultato essere arrivati a questo punto”. Pochi minuti prima che iniziasse la prima udienza preliminare, Laguardia ha commentato con queste parole l’esito delle indagini, condotte dai pubblici ministeri Antonella Ioffredi, Simona Cavallari e Vincenzo Picciotto.

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