Parcheggi a pagamento addio?

Buone notizie per gli automobilisti italiani: una recente sentenza la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un piccolo comune sardo, Quartu Sant’Elena, che si era rivolto all’Alta Corte per ottenere l’annullamento di una precedente decisione del Giudice di Pace di Cagliari. In sostanza piena ragione ad un cittadino che lamentava la nullità delle delibere della Giunta Comunale in materia di parcheggi a pagamento per la “mancata previsione di aree destinate a libero parcheggio”.
Prevedibile che l’effetto di questa decisione si estenda a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale, con conseguente pioggia di ricorsi e preoccupazione per i non proprio floridi bilanci comunali.
D’ora in poi quindi, potrebbero essere annullate le multe elevate agli automobilisti “rei” di non aver pagato la sosta a pagamento nelle strisce blu, se nelle zone limitrofe non sono previsti adeguati spazi per il parcheggio gratuito.
Il Codacons ha già cominciato a stilare delle statistiche: secondo l’associazione dei consumatori sarebbe impugnabile il 50% delle multe comminate nelle città. Fra l’altro, aggiunge il Codacons “sono tanti gli articoli del Codice della strada non rispettati dai Comuni, a cominciare da quello secondo il quale il 50% dei proventi delle multe deve essere destinato al miglioramento della circolazione e all’educazione stradale”.
Dal canto loro le amministrazioni, come prevedibile, stanno iniziando ad elaborare delle contromisure. A fare da capofila Roma: l’Assessorato alla mobilità ha reso noto che la sentenza non si applicherebbe alla Capitale, perché, sempre secondo l’Assessorato, la decisione non comprenderebbe le aree di rilevante profilo storico e urbanistico.
E’ giusto inoltre ricordare che le sentenze della giurisprudenza non sono legge, ma costituiscono semplicemente un orientamento per le decisioni dei giudici durante i ricorsi.

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