"Impresa e filantropia": una ricerca rivela dati consolanti per il Bel Paese

Pare che anche nel bel paese le piccole e medie imprese abbraccino sempre più i termini di innovazione e filantropia. E’ un’indagine dell’Osservatorio dell’Istituto italiano donazione (terza edizione della ricerca “Impresa e filantropia”) a rivelare una sensibilità sempre più crescente da parte delle nostre imprese verso i temi della corporate social Responsibility, il che tradotto significa che si sta registrando una maggiore attenzione verso i bisogni presenti e futuri delle comunità.

L’indagine condotta su un campione complessivo di 70 aziende provenienti da settori merceologici diversificati dimostra che l’Italia sta diventando sempre più Sustainability correct. Le aziende stando ai dati della ricerca investirebbero in salute e ricerca scientifica (30%) emarginazione sociale (27%), cultura e tempo libero (12%), cooperazione internazionale (9%) ed ambiente (6%).

La ricerca registra che la maggior parte delle aziende donano soprattutto a livello nazionale, un dato comprensibile se rapportato al Bel Paese, dove si sa bene che le Pmi che lo popolano si sono da sempre mostrate attente ai bisogni della comunità, anche quando ancora non si parlava di approccio alla Csr in termini prettamente economici. E’ risaputo, d’altra parte che per caratteristiche proprie che le legano al territorio, le Pmi sono sempre state attente alle dimensioni e alle attese del proprio ambiente e questa ricerca non fa che confermarlo.

Dallo studio emerge altresì che nonostante le crisi economica le relazioni con gli organismi del terzo settore siano restate perlopiù immutate e che siano proprio queste organizzazioni (dove la Csr è insita alla loro mission e parte della loro culture) ad incentivare la nascita di questo tipo di cultura della responsabilità nelle imprese non profit.

Altri dati rivelano inoltre che Il 79% delle aziende sceglie di investire in progetti specifici, probabilmente perchè piùrispecchiano  la loro mission ed i valori su cui fondano la loro coerenza operativa.  Di questo 79% solo il 27% utilizza esclusivamente questo mezzo mentre il restante 52%  impiega ulteriori mezzi di sostegno come ad esempio le sponsorizzazioni. Le associazioni da sostenere  vengono selezionate  in base alla conoscenza diretta (79%), grazie ai consigli e suggerimenti di dipendenti e stakeholder primari (53%) e rispetto reputazione di cui godono (47%). Ancora altre evidenze empiriche  riguardano la rendicontazione sociale che,  rispetto al 2006,  cresce. Bilancio certificato delle organizzazioni non profit (32% rispetto all’11% di tre anni fa) e bilancio sociale (26% rispetto all’11) sempre in prima fila. Considerando la fase di recessione economica ( durente la quale le risorse impiegate dovrebbero diminuire)  e la specificità del tessuto imprenditoriale italiano, dove le Pmi costituiscono un patrimonio economico e sociale di immenso valore, si direbbe che questa è proprio una buona notizia.

Il fatto che le imprese investano sulla comunità circostante, sui propri stakeholder e concorrano al benessere della società ridimensionando nel contempo il livello di dumping sociale, è un indice assolutamente positivo e mostra che ci sia da parte di tutte loro la volontà a contribuire concretamente, a costruire una società migliore per tutti estendendo  il legame e le relazioni al di là del territorio, al di là delle popolazioni locali,  valorizzando quindi la prossimità territoriale, su un livello di operatività e sviluppo più alti.


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