Twitter protagonista delle rivolte nord-africane

Le prime rappresentazioni grafiche in rete mostrano come ha funzionato il sito di micro-blogging nei giorni che hanno portato alla caduta di Mubarak. Nella mappa qui sopra, i colori e la grandezza di ogni nodo rappresenta la quantità di collegamenti in uscita, cioè, quanti retweet hanno fatto altri utenti sul primo messaggio di ciascun utente. Si può raccontare anche così, attraverso una mappa colorata quell’intreccio di comunicazioni dal basso, rilanci e chiacchiere che ha contribuito alla caduta di Mubarak con il passaparola di milioni di frammenti da 140 caratteri.  A scegliere questo approccio innovativo è Egypt Influence Network. Realizzata da Kovas Boguta, studioso di sistemi per tracciare le comunicazioni in tempo reale, si tratta di una rappresentazione visiva dell’influenza reciproca degli account Twitter che hanno supportato le rivolte nel Paese delle piramidi. […]

Ma non è l’unico tentativo di osservare più da vicino e con strumenti innovativi l’effettivo funzionamento dei social media in occasioni come le sommosse in Egitto. Anche The Egyptian revolution on Twitter, un esperimento che parla un po’ italiano, va in questa direzione. Realizzato da André Panisson, trentaduenne brasiliano che sta completando un dottorato in informatica all’Università di Torino, è riuscito a cogliere il momento decisivo dell’annuncio della caduta di Mubarak su Twitter, a schematizzarlo con le tecniche matematiche impiegate nello studio delle reti complesse e, infine, a rappresentarlo visivamente in un video che restituisce il pulsare del network in quegli storici momenti. 

Quello che si nota è, dapprima, una serie di punti sparsi che si uniscono lentamente attraverso delle linee e poi, in corrispondenza dell’abdicazione del dittatore, l’esplosione di re-teweet che crea un reticolato intricato ed affascinante.

Il servizio integrale sul sito Sky TG24.

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