L'acqua del rubinetto diventa più "trasparente"

L’acqua pubblica diventa più “trasparente”, grazie alle etichette informative esposte fra gli scaffali dei supermercati e degli ipermercati Coop Estense, la più grande delle realtà del gruppo Coop. Si tratta di schede informative, che riportano una sintesi leggibile della caratteristiche chimiche e microbiologiche dell’acqua del rubinetto di diversi comuni italiani, proprio come avviene per le varie acque minerali in commercio. Obiettivo dell’iniziativa è promuovere il consumo dell’acqua dell’acquedotto, ridurre lo spreco delle risorse e l’impatto ambientale. 
 
L’iniziativa,  che rientra nell’ambito della campagna nazionale “Acqua di Casa Mia” inaugurata nel 2010 dal Gruppo Coop e che ha preso il via a metà gennaio nella provincia emiliana, è stata lanciata il 26 gennaio scorso in Puglia, in collaborazione con l’AQP – l’acquedotto più grande d’Italia. Scopo del progetto è mettere i consumatori nelle condizioni di scegliere responsabilmente, fornendo, proprio nel momento dell’acquisto, gli strumenti necessari per esercitare in modo consapevole il diritto di scelta”, ha dichiarato Isa Sala, direttore Soci e Consumatori Coop Estense.
 
Le etichette, disponibili anche sotto forma di opuscoli divulgativi, riportano i dati relativi all’acqua del comune di riferimento, forniti ed aggiornati periodicamente dagli organi di competenza, contenenti 6 indicatori di qualità– concentrazione di ioni idrogeno, cloruri, ammonio, nitrati e nitriti, residuo secco a 180°, durezza – confrontati con i rispettivi valori previsti dalla legge. Sono 13 i punti vendita coinvolti nel programma, distribuiti su 10 comuni del territorio. Ben 41 quelli delle provincie di Modena e di Ferrara, per un totale di 29 comuni emiliani interessati, serviti da quattro gestori (Gruppo Hera, Aimag, Sorgeaqua, Cadf).
 
L’acqua di rubinetto è sana e sicura” – ha assicurato Ivo Monteforte, Amministratore Unico di Acquedotto Pugliese – “Solo nel 2011 sono stati oltre 350.000 i controlli eseguiti in ogni fase del ciclo produttivo e della distribuzione. I campioni, prelevati da sorgenti, da acque grezze prima della potabilizzazione, da pozzi e fontane pubbliche, vengono analizzati in 6 laboratori centrali e periferici (Bari, Taranto, Brindisi, Lecce, Foggia, Vieste) e presso 4 impianti di potabilizzazione (Fortore, Sinni, Pertusillo e Locone), per determinare i valori di oltre 70 parametri organolettici, chimico-fisici e microbiologici”. Negli ultimi anni, per migliorare le prestazioni degli impianti dell’AQP, sono stati investiti oltre 50 milioni di euro, ha reso noto Monteforte. Fra gli interventi effettuati, ci sono l’installazione di stazioni di filtrazione a carbone attivo sui potabilizzatori, di un nuovo laboratorio centrale di controllo a Bari e di un innovativo sistema di telecontrollo delle reti, per monitorare i principali indici di potabilità in tempo reale.
 
Considerando che in Italia nessuna legge impone la pubblicazione dei rapporti inviati alle Asl, alle Arpa e agli altri organi di controllo, la disponibilità dei gestori coinvolti nella campagna, ha dimostrato un forte impegno nei confronti dei cittadini e una volontà di condivisione purtroppo ancora poco seguita nel resto del Paese. Da un’indagine commissionata alla Fondazione Cittalia (espressione dell’Associazione Nazionali dei Comuni Italiani – Anci) per verificare l’accessibilità delle informazioni erogate agli utenti, è emerso infatti che, su 184 aziende aderenti a Federutility e presenti in comuni superiori ai 40.000 abitanti, il 47,3% non fornisce dati a mezzo internet e che, laddove presenti, sono difficilmente confrontabili con quelli di altre società.

E’ proprio per far fronte a tale disomogeneità che sono stati individuati i 6 indicatori, per la costruzione di un’etichetta di facile comprensione“E’ la prima volta in Italia – spiega il vicepresidente di Coop Estense Mirco Dondi – che la distribuzione compie un passo che va in direzione della trasparenza, della crescita di consapevolezza del consumatore e dell’educazione ambientale. L’acqua è un bene fondamentale, da non sprecare. Bere quella di casa vuol dire sottrarre tonnellate di CO2 all’ambiente prodotte dall’imbottigliamento, dal trasporto e dal riciclo della plastica”.

Basti pensare che il confezionamento di 100 litri di acqua in bottiglia ed il trasporto per 100 km produce circa 10 kg di CO2, contro gli 0,04 kg di CO2 emessi usando la stessa quantità di acqua del rubinetto (n.d.r. “Dossier “Acqua di Casa Mia – Consumo consapevole e sostenibile). Ogni anno, inoltre, per portare le minerali dalle fonti alle tavole vengono impiegati circa 480 mila TIR e sono necessari circa 1,2 kg di petrolio per produrre 1 kg di PET, l’equivalente di 30 bottiglie di plastica. “Nell’arco del XX secolo – conclude Claudio Mazzini, responsabile sostenibilità innovazione e valori di Coop Italia – i consumi si sono moltiplicati per nove, mentre la quantità a disposizione di ogni essere umano è diminuita del 40%. Oggi utilizziamo più acqua di quanto  il ricarico naturale delle falde ci fornisce. Con i nostri 237 litri giornalieri (usi civili, agricoli ed industriali), siamo i secondi consumatori di acqua al mondo, dopo gli Stati Uniti”.

Parte integrante dell’iniziativa sarà la presenza di tecnici dell’Acquedotto Pugliese nei punti vendita Coop Estense di Taranto, Lecce (Surbo), Foggia, Andria, Brindisi, che saranno a disposizione dei consumatori venerdì 3 febbraio 2012 dalle 17,00 alle 20,00 e sabato 4 febbraio dalle ore 10,00 alle ore 13,00 per approfondimenti sul tema della qualità dell’acqua del rubinetto. Prossima tappa? La Basilicata, per portare, anche in territorio lucano, consapevolezza e responsabilità riguardo il consumo di una risorsa come l'”oro blu”, sempre più scarsa e tanto preziosa per il Pianeta.


 

Lascia un commento