Il Codacons chiede il blocco dell'IMU

L’IMU è una imposta illegittima, poiché viola la Costituzione italiana: lo afferma il Codacons, che contro l’Imposta Municipale Unica ha notificato, la settimana scorsa, ricorso al Tar del Lazio.

I cittadini italiani, nel frattempo, sono alle prese con la nuova tassa ed è per questo che il Codacons – da un lato – ha deciso di aiutare i cittadini alle prese con il calcolo dell’IMU mettendo a loro disposizione un servizio telefonico e- dall’altro – si scaglia contro l’imposta con la notifica di un ricorso al Tar del Lazio per chiedere il “bloco di tutti i provvedimenti che hanno introdotto l’IMU, partendo dalle delibere comunali”. Lo rende noto la stessa Associazione attraverso un comunicato stampa.

Nel ricorso al Tar, il Codacons contesta che l’IMU “è una tassa di scopo, decisa contro la legge e senza la previa individuazione delle precise opere pubbliche che l’imposta dovrebbe andare a finanziare, in palese violazione della normativa vigente”. Ma anche che l’IMU “va a colpire, senza alcuna distinzione, ogni possessore di immobile, senza tenere conto della reale capacità contributiva, spesso decisamente bassa, come nel caso di soggetti titolari di pensione e/o precari”.

I provvedimenti impugnati, poi, secondo il Codacons “devono ritenersi del tutto illegittimi – si legge nel ricorso – in quanto lesivi dei primari principi costituzionali di imparzialità e di buon andamento dell’attività e dell’organizzazione amministrativa, laddove impedisce, di fatto, l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione. Sia a livello statale che locale, i provvedimenti ledono gravemente i diritti primari dell’individuo, che nella maggior parte dei casi si vedranno costretti a vendere i propri beni, magari alle Banche, che nonostante siano proprietarie di immobili prestigiosi sono esenti dal pagamento dell’Imu”.

“Ravvediamo nelle disposizioni che introducono il nuovo balzello, una palese violazione dell’art. 47 della Costituzione – spiega l’Associazione – laddove prevede che “la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione”. 

Per il Codacons, quindi, l’imposta “non solo costituisce un deterrente per l’accesso al risparmio popolare, ma lo impedisce del tutto per coloro che sono proprietari di beni immobili”. La Carta costituzionale, infatti, stabilisce che il risparmio, “in tutte le sue forme”, deve necessariamente costituire oggetto di una specifica tutela da parte dello Stato ed il diritto all’accesso al risparmio ed alla proprietà della casa deve essere valutato su un ragionevole bilanciamento da parte del legislatore tra gli interessi costituzionalmente rilevanti.

“Una tutela del risparmio appare del tutto difficile laddove l’imposta va a ledere gli interessi dei pensionati e dei cittadini con un reddito medio e non va ad intaccare minimamente beni immobili posseduti dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni, dalle comunita’ montane, ecc”.

L’Associazione ha attivato un servizio telefonico per aiutare i cittadini, che potranno calcolare l’importo dell’IMU velocemente con una semplice telefonata al numero 892.007 (info e costi su www.892007.it ) oppure recandosi presso le sedi dei Caf Codacons aperte su tutto il territorio nazionale. Ed ha istituito anche un “Comitato nazionale vittime dell’IMU”, al quale possono aderire tutti i cittadini italiani che si ritengono danneggiati dalla nuova imposta.

 

3 Commenti

  • Leda Urbanucci ha detto:

    Ma come… prima protestano poi aiutano a calcolarlo? Schizofrenia?

  • Antonella Romagnoli ha detto:

    già .. il problema non è il calcolo … è il pagarla

  • berardi edilio ha detto:

    Io mi sono iscritto al codacons nella speranza che prendessero in considerazione le ingiustizie perpretate ai danni di cittadini indifesi, ma purtroppo ho dovututo constatare che tale associazione interviene soltanto quando trova un utile a favore della stessa associazione.
    Nel mio caso che ho un appartamento a canone bloccato e contemporaneamente requisito dalle istituzioni perchè pur essendoci una convalida di sfratto non riesco a riaverne il possesso a causa dell’emergenza abitativa sono obbligato a percepire un canone mensile pari a 300,00 euro ma il comune di Roma per lo stesso appartamento mi chiede una IMU annuale pari a 2.060,00 euro .
    Ho fatto presente la mia situazione al Codacons, ma ho dovuto constatare che l’associazione si muove a difesa del piccolo cittadino solo se trova un buon ritorno economico oppure di immagine.

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