Equitalia insolvente per 11 mesi verso un hotel di Brindisi

Equitalia, sempre così pronta a rincorrere gli italiani che non hanno pagato tasse e balzelli vari, pare che ci metta un bel po’ a saldare i suoi debiti. I titolari dell’Hotel Nettuno di Brindisi hanno atteso ben undici mesi il saldo di 270 euro per spese di soggiorno effettuate da due dipendenti dell’azienda che hanno usufruito di camera e colazione per tre pernottamenti, a partire dal 18 luglio 2011. Le fatture, emesse dall’Hotel nei confronti di Equitalia Etr Spa di Cosenza, dopo ripetuti solleciti, sono state pagate solo lunedì scorso, 11 giugno, come ci ha confermato la Direzione stessa dell’Hotel.

Fin qui tutto bene: se gli italiani non pagassero le tasse, sarebbe comprensibile che anche Equitalia possa avere qualche ritardo nei pagamenti dei fornitori.

Ma quello che più ha fatto arrabbiare i titolari dell’Hotel Nettuno (nella foto a lato), è stata l’email ricevuta l’8 giugno scorso, con la quale la Responsabile risorse umane e relazioni industriali di “Equitalia Sud spa”, per poter eseguire il pagamento chiede all’Hotel di fornire il codice Iban (peraltro già inviato in due precedenti note) e addirittura il Durc.

Il Durc, per chi non lo sapesse, è il documento con cui l’Inps attesta il regolare versamento dei contributi previdenziali da parte di un’azienda. Lo chiedono gli enti pubblici a tutte le aziende fornitrici.

Ma a che titolo lo abbia chiesto Equitalia per la prenotazione di due camere d’albergo, e per quale motivo questa richiesta sia arrivata solo a undici mesi dai pernottamenti (!) rimasti ancora insoluti, è piuttosto difficile comprenderlo.

E chissà se all’Hotel Nettuno, avrebbero potuto applicare ad Equitalia gli stessi interessi di mora che quest’ultima impone (nel pieno rispetto della legge italiana) a tutti i cittadini in difetto col fisco. Non lo sappiamo, ma la buona notizia sta nel fatto che la vicenda si è finalmente conclusa (meglio tardi che mai…) con esito positivo.

 

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