Nasce la Scuola italiana di qualità e sicurezza alimentare

Nasce la prima “Scuola Italiana di Qualità e Sicurezza Alimentare”, che si rivolge ad aziende ed operatori del settore agroalimentare con proposte di formazione modulari e personalizzate e che riserva un’attenzione particolare al consumatore.

L’innovativa Scuola è ubicata presso il Museo del Gusto di Frossasco (Torino), che ospita anche una tradizionale Scuola di cucina. I settori coinvolti dalla “Scuola Italiana di Qualità e Sicurezza Alimentare” sono molteplici: dalla produzione alla distribuzione, dagli studi di consulenza alla pubblica amministrazione.

La localizzazione della Scuola, permette anche una stretta connessione con la “food valley” locale e con molte aziende del settore agroalimentare: dalle grandi realtà ai piccoli laboratori artigianali.

La Scuola Italiana di Qualità e Sicurezza Alimentare, sostenuta dalla Camera di commercio di Torino, vuole anche essere sede di confronto in cui aziende ed operatori possono trovare una soluzione personalizzata oppure i partner giusti per i propri fabbisogni formativi.

Gli eventi, i corsi, i seminari e i convegni coinvolgeranno anche il settore medico, insegnanti, studenti e consumatori per diffondere la cultura di un’alimentazione sana ed equilibrata e per sensibilizzare sui rischi di alimenti non sani.

“La Scuola Italiana di Qualità e Sicurezza Alimentare intende fornire le informazioni giuste al consumatore, il soggetto più debole della catena produzione-controllo-consumo”, ha dichiarato Giorgio Gilli, Presidente del Comitato scientifico, “ma anche trasmettere un messaggio alle aziende produttrici, che ormai sempre più – e giustamente – puntano sulla qualità e sicurezza degli alimenti.”

“Il nostro obiettivo è promuovere la crescita delle aziende e degli operatori impegnati nel settore agroalimentare, senza dimenticare il consumatore”, ha sottolineato il segretario della Camera di commercio di Torino Guido Bolatto. “Gli alimenti devono ormai rispettare diversi requisiti: essere sicuri, identificabili tramite un’etichetta, ma anche essere buoni, sani e nutrienti, per questo la formazione è necessaria sia per i professionisti del settore sia per il consumatore.”

 

Fonte:  www.ansa.it

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