Crisi: impresa italiana rifiuta commessa militare per motivi etici

By 13 Luglio 2012 marzo 5th, 2017 Attualità

Incredibile, ma vero! Un’impresa italiana, in piena crisi economica, nonostante il forte calo di ordinativi e fatturato, ha rifiutato un’importante commessa militare per motivazioni etiche, d’accordo con i propri dipendenti, che sono stati opportunamente informati e consultati. E tutto ciò è avvenuto sebbene le difficoltà aziendali siano ancora piuttosto lontane dall’essere risolte o migliorate. Davvero una buona ed inaspettata notizia: la commessa militare, infatti, avrebbe consentito all’azienda di tamponare, almeno temporaneamente, i problemi contingenti (stipendi, contributi, pagamenti ai fornitori, imposte, ecc).  

La notizia è stata resa nota ieri dall’Officina dell’Economia Solidale di Pisa (OdES) e non dall’azienda interessata, che, al contrario, ci ha comunicato di aver scelto il silenzio stampa, per non scadere in inopportune operazioni di marketing, totalmente contrarie alla politica aziendale.

Ma qualche dato dobbiamo pur darvelo: il coraggioso titolare d’azienda di cui stiamo parlando è l’ingegnere Valerio Morellato, alla guida di due aziende a Ghezzano, in provincia di Pisa: la Morellato Termotecnica (che opera nei settori termotecnica, climatizzazione e risparmio energetico) e  la Morellato Energia (pioniere nel settore fotovoltaico e nell’installazione di impianti ad energie rinnovabili).

Come si evince dai siti aziendali, le imprese di Morellato operano in base ad alcuni principi considerati fondamentali: tutela dell’ambiente, economia solidale, sostenibilità ed etica. In questo caso, però, non si tratta affatto di parole svuotate di significato, di puro green washing o di green marketing, ma di azioni concrete e di assoluta (e coraggiosa) coerenza tra parole e fatti.

Di recente, a causa della crisi economica, Morellato è stato costretto a ricorrere alla cassa integrazione ed è proprio in questo preciso momento che arriva una commessa molto particolare. La WAAS, Whitehead Alenia Sistemi Subacquei, che fa parte del gruppo Finmeccanica e che contribuisce allo sviluppo di tecnologia militare, richiede alla Morellato Termotecnica un sopralluogo ed un preventivo per una serie di lavori. Una commessa da circa 30.000 euro (dei quali circa 8-10.000 di utile netto) per effettuare diversi interventi, tra i quali un sistema di raffreddamento per una vasca da10.000 litri, usata nei loro laboratori. La WAAS, come ben specificato sul proprio sito, produce siluri “per varie importanti Marine, distribuite in tre diversi continenti”.

“E’ una cifra importante”, afferma Valerio Morellato, “che potrebbe corrispondere a quello che si potrebbe ottenere con l’installazione di 38 climatizzatori o di 12 impianti di solare termico e che ci aiuterebbe a tamponare, almeno temporaneamente, i problemi dell’oggi. L’attuale situazione di crisi economica, il crollo del fatturato e le difficoltà che stanno affrontando le nostre aziende, ci ha messo nelle condizioni di dover scegliere tra coerenza e necessità, tra accettare una commessa che avrebbe dato ossigeno alle casse, ma derogando sui principii etici oppure rifiutare in nome di una coerenza di base, ma contraddicendo le basi della razionalità economica”.

Ed è cosi che l’ingegnere, senza indugi, decide di aprire una discussione all’interno dell’azienda che porta a sviluppi importanti: dopo una lunga e sofferta riflessione, lunedì scorso, 9 luglio 2012, l’azienda decide di mandare un’e-mail alla WAAS confermando l’intenzione di non procedere con la proposta commerciale, nonostante la crisi aziendale non sia ancora risolta, né migliorata.

Non c’è che dire: davvero un grande esempio di coerenza e  di coraggio, anche se, come precisa Valerio Morellato (in una lettera inviata all’OdES di Pisa e datata 11 luglio 2012) “rimane però aperto tutto il resto: la necessità di dare risposte all’interno dell’azienda a chi, tra i lavoratori, potrebbe non capire; l’importanza di approfondire il ruolo positivo che ha giocato e che potrebbe giocare l’economia solidale nell’aiutare le persone (prima che le aziende) a non rimanere compressi tra necessità e coerenza”.

A questo punto, ci auguriamo che chi di dovere intervenga al più presto con misure efficaci e concrete, affinché aziende come questa, tanto coerenti quanto coraggiose, non siano lasciate sole, ma possano diventare esempi virtuosi da seguire e fonti di ispirazione (perché no?) per altre aziende italiane.

 

No Comments

  • liberopensatore1962 ha detto:

    Grande onore all’imprenditore e ai dipendenti che hanno fatto questa SCELTA. In fondo se nessuno producesse armi, le armi non esisterebbero. Pero’ credo che sia opportuno evidenziare che questi soggetti erano probabilmente nelle condizioni di POTER scegliere, in quanto probabilmente se l’imprenditore fosse stato con fornitore e banche all’assalto e alla canna del gas e i dipendenti avessero avuto la casa pignorata perche’ non riuscivano a pagare il mutuo, forse la SCELTA sarebbe stata diversa.
    Cinismo ? Amoralismo ? Caduta dei Valori ?
    No. Semplicemente realismo

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