Spending review: un referendum per ridurre i Comuni dell'Elba

A dispetto delle sue contenute dimensioni (l’estensione massima in direzione est-ovest è di circa 27 km, mentre da nord a sud è circa 18 km) l’Isola d’Elba vive un’eccessiva frammentazione nella gestione della cosa pubblica: sull’isola, infatti, si contano ben otto comuni, il più grande dei quali è Portoferraio (12.000  abitanti) e il più piccolo Marciara Marina (1.929 anime per soli 5 kmdi superficie). Il referendum riguarderà l’accorpamento degli attuali otto comuni dell’Isola in un solo grande comune: il “Comune dell’Isola d’Elba”.

La battaglia per l’unificazione dell’Elba nasce ufficialmente nel 2006 (prima di quella data, altri ci avevano già provato ma con scarsi risultati) con la formazione di un comitato, il Comitato Comune Unico per l’Elba. All’inizio erano solo “poche decine di persone”: un esiguo numero di cittadini, rappresentanti di categoria ed esercenti, tutti uniti nella determinazione di modificare l’assetto istituzione dell’Isola d’Elba. Una voce troppo tenue, la loro, perché venisse udita e troppo poco influente perché venisse ascoltata.

Ma poi, come la goccia sulla pietra, anche quel numero esiguo di ostinati residenti, supportati dal continuo emergere di movimenti spontanei, è riuscito a raccogliere 5.000 firme (5.776 per l’esattezza) utili per far indire un referendum consultivo e scalfire in questo modo la prima tacca di una lunga corsa contro l’inutile frammentazione dell’Elba.

Osteggiato da più parti, il Comitato Comune Unico per l’Elba – insieme ai gruppi spontanei creatisi attorno alla consapevolezza civica di questo spreco – ha resistito ai venti e alle tempeste, e cosa più importante, ha continuato a prosperare grazie anche al prezioso supporto di un sempre crescente numero di cittadini. 

In particolare, tre sindaci lungimiranti – Danilo Alessi (primo cittadino di Rio nell’Elba), Roberto Peria (Portoferraio) e Ruggero Barbetta (sindaco di Capoliveri) – che in questa fusione hanno visto, oltre ad un chiaro risparmio delle casse comunali, anche la possibilità di un rilancio economico ed un aumento della vivibilità per gli elbani.

Relativamente all’agognata semplificazione amministrativa, l’accorpamento degli otto Comuni esistenti in uno, rappresenterebbe un bel passo avanti nella lotta salva-conti e riduci-spese. Le associazioni di categoria lamentano, infatti, un’eccessiva complessità burocratica da un comune all’altro dove – dalla raccolta differenziata, ai trasporti pubblici, all’orario di chiusura dei negozi – ognuno fa un po’ come gli pare, causando non pochi problemi, sia ai cittadini residenti che ai turisti.

Per un territorio che presenta una ovvia uniformità, una situazione simile è senza senso e non giova alla capacità dell’isola di rappresentarsi all’esterno nei rapporti istituzionali e nel marketing territoriale (e – ci tengono a specificare sul sito del Comitato –non solo turistico) come un ente unito e compatto

Un altro aspetto fondamentale della questione sono i costi della politica. Gli otto comuni contano oggi 124 consiglieri comunali che, se si passasse ad un singolo Comune, ammonterebbero a 24 consiglieri. Il risparmio in merito a questo punto è alquanto ovvio.

Il referendum consultivo, indetto in occasione delle prossime elezioni politiche del 2013, seppur ancora un traguardo intermedio rispetto all’obiettivo finale, è comunque un successo: un successo di libertà d’espressione e un trionfo della democrazia.

Al di là dello spreco e dell’eccessiva spesa pubblica a danno degli elbani, questa ci pare una bella storia, una di quelle che vale la pena di raccontare. Un manipolo di cittadini convinti che solo l’unione possa fare la forza (economica e turistica) ha saputo credere nella propria idea, sfidare gli ostacoli e dimostrare che anche in Italia è possibile attuare un cambiamento dal basso.

Il referendum dunque riguarderà l’accorpamento degli attuali otto comuni dell’Isola in un solo grande comune, il Comune dell’Isola d’Elba. Questo comune sarà formato dalla fusione di Campo nell’Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Portoferraio, Rio Marina e Rio nell’Elba.

Trovare un’unione di intenti non sarà cosa facile nemmeno per i cittadini di quest’isola, il cui simbolo sono tre api, a testimonianza dell’operosità delle sue genti. Per intenderci, basti pensare che, prima di questo accorato nucleo di “rivoluzionari pacifisti”, l’unico che riuscì a creare un governo sommariamente unito per l’Isola d’Elba fu Napoleone Bonaparte, il sommo stratega militare che, in poco meno di un anno (tra il 1814 ed il 1815) ne riorganizzò  l’assetto amministrativo e promosse la costruzione di infrastrutture e strade.

Sicuramente gli elbani sapranno fare di meglio nel portare avanti questa  personale lotta contro lo spreco e la burocrazia.

Per approfondire, ecco il Depliant “Comune Unico per l’Elba”

 

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