Legge stabilità: tagli basati sulle segnalazioni dei cittadini

Continua la politica di spending review del Governo, che prende forma nella Legge stabilità varata ieri dal Consiglio dei Ministri. Gli sprechi di denaro pubblico da tagliare sono stati individuati anche grazie alle segnalazione dei cittadini: oltre 135.000 persone e associazioni che hanno partecipato alla consultazione pubblica avviata lo scorso mese di maggio.

Il comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi informa che “le nuove misure di razionalizzazione della spesa pubblica si basano su un censimento di spesa aggredibile pari a circa 50 miliardi: 11 miliardi per l’acquisto di farmaci, 7 miliardi per i dispositivi medici e 32 miliardi di acquisti per gli investimenti. L’importo censito nelle due fasi della spending è di 110 miliardi, circa il 65% della spesa pubblica per l’acquisto di beni e servizi. A regime, il risparmio derivante dalla spending review è di 3,5 miliardi”.

“Le voci di spesa su cui interviene il provvedimento allo scopo di ridurne gli eccessi” – si legge ancora nel comunicato – “sono:

– la reingegnerizzazione della rete di illuminazione pubblica, segnalata da oltre 8.000 cittadini” (cioè il risparmio energetico, ma anche il minore impatto ambientale che si otterrebbe attraverso lo spegnimento dell’illuminazione pubblica ovvero il suo “affievolimento” n.d.r);

– gli acquisti di beni e servizi non sanitari, segnalati da oltre il 27% dei cittadini che hanno partecipato alla consultazione;

– il trasporto pubblico locale, oggetto di oltre 2.000 segnalazioni;

le consulenze per l’informatica (oltre 5.000 cittadini hanno scritto suggerendo soluzioni per l’ICT nelle pubbliche amministrazioni);

– gli affitti e la gestione degli immobili dello Stato (segnalate dal 2% dei cittadini)”.

Concretamente, quindi, secondo gli italiani si deve mettere un freno all’affitto e all’acquisto di nuovi immobili da parte delle Pubbliche Amministrazioni, così come all’acquisto e al leasing di autovetture.

Colpite, infine, dai tagli della Legge stabilità anche le Regioni a statuto speciale, per un risparmio complessivo di 2 miliardi di euro.

 

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