Bankitalia: debito pubblico in calo di 1,9 mld di euro

Il debito pubblico italiano è sceso a 1.975,631 miliardi di euro (dai 1.977,494 di luglio 2012). La riduzione di 1,9 miliardi di euro si evince dall’ultimo supplemento al Bollettino statistico di finanza pubblica della Banca d’Italia.

La riduzione, con ogni probabilità, è dovuta al fatto che a fronte di un fabbisogno che in agosto è stato di 6,4 miliardi si è verificata una consistente riduzione delle disponibilità del Tesoro sul conto corrente detenuto presso la Banca d’Italia e degli impieghi della liquidità (per circa 8,2 miliardi). Una riduzione da collegare anche ai rimborsi di Titoli di stato a breve, a medio e lungo termine realizzati dal ministero del Tesoro.

Il dato sul debito di agosto è singolare perché il valore nominale dello stock del debito pubblico ha quasi ogni mese una dinamica crescente; fanno – in generale – eccezione per solito giugno e luglio, per effetto degli incassi relativi all’autotassazione, e dicembre, sempre per effetto dell’autotassazione, ma anche della riduzione di attività che normalmente avviene a fine anno per le attività che normalmente il Tesoro detiene presso la Banca d’Italia.

Dal Bollettino di Bankitalia, inoltre, si ricava che nei primi otto mesi del 2012 le entrate tributarie sono state pari a 257,121 miliardi e questa crescita degli incassi è stata pari a 7 miliardi: un aumento del 2,8%, rispetto allo stesso periodo del 2011. Nel solo mese di agosto, invece, le entrate tributarie sono state di 35,310 miliardi, in calo di 0,6 miliardi rispetto ai 35,949 miliardi di agosto 2011.

A determinare l’aumento degli incassi tributari in un anno di forte recessione ha contribuito l’introduzione dell’Imu, la crescita dei proventi delle accise sulle risorse energetiche, l’anticipo di alcuni tributi (acconto dell’imposta di bollo virtuale e dell’imposta sulle assicurazioni), i maggiori versamenti dell’imposta sostitutiva sui depositi bancari e sulle obbligazioni, il gettito dell’imposta di bollo sulle cosiddette “attività scudate”.

Ma ci sono anche voci che hanno contributo in direzione di una diminuzione del gettito: l’Iva nei primi otto mesi dell’anno ha registrato una flessione degli incassi; inoltre si è verificato un incremento delle compensazioni effettuate dalle banche, per l’utilizzo di crediti d’imposta riferibili a imposte differite attive e c’è stato il venir meno del gettito dell’imposta sostitutiva sul leasing immobiliare.

I dati sul gettito fiscale dei primi 8 mesi dell’anno diffusi da Bankitalia, in ogni caso indicano “una grande maturità di una parte consistente del paese”, come ha sottolineato l’avvocato Umberto Ambrosoli. “In un momento di crisi era comprensibile una massimizzazione dell’attitudine individualistica dei contribuenti, così non è stato e non era affatto scontato”.

Fonte:  IlSole24ore

 

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