Banche in crisi, ma niente rischi per i conti correnti

Dopo la vicenda Monte Paschi, molti correntisti temono per i propri risparmi. Ma possono stare tranquilli: per legge esiste un fondo che tutela i conti correnti.

Prima o poi, ogni consumatore si trova a dover scegliere ed aprire un conto corrente dove mettere al sicuro e poter gestire i propri risparmi. Dal momento che non sempre si tratta di prodotti a zero spese, è consigliabile prendersi del tempo per confrontare i conti correnti più vantaggiosi offerti dalle banche, così da individuare il prodotto più conveniente in circolazione. Un’operazione davvero necessaria, specialmente se consideriamo il fatto che tra il 2010 e il 2012 i costi legati ai conti correnti sono aumentati del 36%.

Un settore che peraltro è stato molto agitato negli ultimi mesi. Lo scandalo Monte dei Paschi ha infatti provocato parecchie preoccupazioni tra i titolari di conti correnti bancari, sia presso l’istituto senese, sia presso altri. La domanda più diffusa è “Il mio conto corrente è al sicuro?”. La risposta, fortunatamente, è positiva: vediamo perché.

La solidità di una banca è valutata dalle agenzie di rating, che periodicamente assegnano agli istituti di credito una votazione espressa in lettere e compresa tra AAA, ottimo, e D, molto rischioso. Questa indica il suo grado di affidabilità e le sue condizioni economiche, in base alle quali un consumatore può scegliere di aprire proprio lì un conto corrente o un conto deposito bancario. Tuttavia, a volte accade che tali agenzie non svolgano il proprio compito in modo imparziale, non segnalando eventuali anomalie nelle condizioni economiche della banca.

Nel caso di improvviso default di un istituto bancario, i cittadini possono comunque dormire sonni tranquilli: anche nella peggiore delle ipotesi, esiste una garanzia per i propri risparmi grazie al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD). Si tratta di un fondo di garanzia a cui per legge tutte le banche sono obbligate ad aderire, e prevede l’erogazione, entro 20 giorni dal dichiarato fallimento della banca, di un rimborso automatico che ammonta fino ad un massimo di 100 mila euro per ogni correntista, e valido anche per conti correnti aperti presso filiali estere.

La disponibilità del fondo richiede comunque una precisazione: nel caso in cui il correntista disponga di un conto aperto in una banca straniera, le modalità di erogazione del rimborso seguiranno le norme italiane solo nel caso in cui l’istituto aderisca al FITD, altrimenti ci si dovrà attenere alla legislazione vigente nel Paese in cui ci si trova. Per questo, qualora si sia intenzionati ad aprire un conto all’estero, è importante scegliere con attenzione un Paese a basso rischio e con una legislazione che tuteli pienamente il correntista.

 

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