La Concordia in rotta verso Genova, i meriti degli ingegneri italiani

La Concordia, non più un relitto, ora torna a galleggiare. E nonostante questo nome, Concordia, rimarrà sempre associato ad una tragedia umana e ambientale impossibile da dimenticare. Quello che va detto è che il merito di queste operazioni di recupero, mai viste prima, è del genio ingegneristico italiano, di tutti quelli che hanno messo le loro capacità al servizio delle attività di recupero. “Quanto sta avvenendo all’Isola del Giglio è la dimostrazione di come questo Paese sia in grado di organizzare risorse tecniche eccezionali” Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, commenta così le operazioni che hanno portato al sollevamento della Costa Concordia e che condurranno nelle prossime ore il relitto presso il porto di Genova.

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La competenza e la grande efficienza degli ingegneri italiani, ma non solo, si stanno dimostrando fondamentali“. Portare la Concordia sino a Genova non sarà comunque un’impresa semplice, ma il suo sollevamento e il suo galleggiamento sono comunque un rimo passo importante.

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La Concordia naufragò il 13 gennaio 2012 e rimase sulle coste dell’Isola del Giglio per più di due anni. Ma ora il relitto tornato a galleggiare, sarà trainato da due rimorchiatori verso nord, e in circa cinque giorni dovrebbe raggiungere il porto di Genova, dove sarà smantellato. Un fatto, quello della Concordia, che ha smosso non solo le coscienze, ma anche tutte le arterie tecnologiche e ingegneristiche italiane che si sono levate in un coro unisono: quello di pensare a costruire navi più efficienti e più sicure, con tecnologie più avanzate. “Dobbiamo fare questo sforzo intervenendo anche sui porti“. – continua Zambrano – “La cronaca ci insegna come sia indispensabile progettare un adeguamento, creando strutture compatibili con le attuali dimensioni delle navi che spesso hanno difficoltà a rallentare. Dobbiamo quindi puntare ad avere normative che consentano le modifiche dei piani regolatori dei porti per accelerare le procedure. Oggi le procedure non sono in grado di risolvere questi problemi in tempi brevi. Dobbiamo pretendere un cambio di rotta per evitare altri disastri e la perdita di altre vite“.

 

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