Cooperare per cambiare. E sull'Appennino, un paese fantasma risorge

Come la tradizione insegna, l’Italia è il paese delle cento città ma anche – aggiungiamo noi – la terra dei mille più uno paesi. Sono infatti tantissimi – il 65% circa- i cittadini italiani che abitano in un villaggio, o in un paese di piccole dimensioni. Numerosi, antichi e spesso bellissimi, i borghi del Bel Paese  sono noti ai  turisti che li animano durante i mesi estivi, ma si trasformano spesso e volentieri in paesi fantasma durante le stagioni non turistiche.

È questo, per esempio, il caso di Succiso di Ramiseto, un borgo dell’Appennino emiliano che sfiora i 500 abitanti d’estate ma che d’inverno arriva a contare meno 65 anime. Lungi dall’arrendersi alla tendenza, tuttavia, Succiso ha messo in atto una portentosa ricetta contro lo spopolamento, creando la cooperativa di comunità “Valle dei Cavalieri”. Lo slogan? “Cooperare per cambiare”

Leggi anche: C’è un paese dove la disoccupazione è a zero e gli affitti a 15 euro

Tutto è iniziato 23 anni fa. “Eravamo nove amici al bar” racconta Dario Torri presidente della cooperativa “In nove, nel 1991, puntammo su una scommessa: creare una cooperativa di comunità bipartisan, associata sia alla rossa Legacoop che alla bianca Confcooperative per ridurre disagi e crisi. Tutti volontari: ciascuno di noi aveva il suo mestiere. Oggi siamo in 33. Abbiamo cominciato aprendo un bar, poi è arrivato il negozio di alimentari, nel ’94 il ristorante dall’ottima cucina locale.

Leggi anche: Pesca “in rosa” per la prima cooperativa di pescatori tutta al femminile

I primi passi non sono stati facili, ma oggi il meccanismo sembra ormai avviato: l’agriturismo di Succiso è diventato anche un albergo e con i suoi 20 posti letto alimenta il flusso di turisti e scolaresche che – sempre più spesso – animano il borgo e lo utilizzano come base di partenza per un viaggio alla scoperta dell’Appennino. Il piccolo borgo montano rinasce e qualche anno fa, dopo molti anni di stagnazione demografica, ha registrato anche la nascita del suo primo bambino: si tratta di Resvan, tre anni. Suo padre, il pastore-casaro Joan Dobria, viene dalla Romania ed è inserito a pieno titolo nella piccola filiera produttiva di Succiso: è a lui che si deve la produzione annuale di 60 quintali di pecorino e di ricotta