E se la ridistribuzione della ricchezza fosse una soluzione alla povertà?

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Chiara Saraceno, laureata in filosofia, docente di Sociologia della Famiglia presso la facoltà di scienze politiche all’università di  Torino, professoressa di ricerca presso il Wissenschaftszentrum für Sozialforschung di Berlino, con il suo ultimo libro aiuta a riflettere su possibili scelte future per una maggiore giustizia sociale ed economica.

Secondo la scrittrice, che in passato è stata anche Presidente della commissione governativa sugli studi della povertà, le linee da adottare per uscire dallo stallo economico e dall’ingiustizia economica e sociale sono evidenti: aumento degli stipendi, ridistribuzione della ricchezza.

I suoi suggerimenti nascono alla luce di una meticolosa raccolta di dati che riguarda la situazione delle famiglie italiane, ricche e povere.

Tra i molti dati raccolti nel suo testo, due disegnano con lucidità i percorsi dei due punti estremi.

Innanzitutto la ricchezza. Da dove nasce? Secondo l’Oxfam il 43% della ricchezza è creata da legami forti con i poteri, quasi tutta la restante ricchezza sarebbe ottenuta per via ereditaria.

Per quanto riguarda la povertà, un dato spicca tra gli altri: in Italia, la maggior parte delle famiglie classificate come povere hanno almeno un componente che lavora.

Alla luce di questi approfondimenti è evidente la necessità di politiche salariali diverse. La ricchezza prodotta dall’azienda dovrebbe essere ridistribuita in modo più equo tra i componenti del processo e successo produttivo. Spesso si riscontra un aumento considerevole solo a livello dirigenziale, senza una sostanziosa ricaduta sugli altri lavoratori, come se non fossero anch’essi parte del successo di un progetto produttivo. Questo avviene non solo in ambito privato, ma anche, e soprattutto, nel settore pubblico, dove il gap tra lo stipendio delle fasce dirigenziali può essere fino a 40 volte superiore rispetto a quello dei dipendenti. Quanto vale il lavoro di un operaio rispetto a quello di un dirigente? Difficile dirlo, ma certamente entrambi sono fondamentali per l’azienda, la quale non potrebbe crescere, svilupparsi ed esistere senza il lavoro di tutte le figure professionali coinvolte. Una differenza troppo sproporzionata tra gli stipendi dei lavoratori non può rendere giustizia a questa verità. Un continuo aumento di premio a favore di chi già non ha problemi economici aumenta le probabilità di uno stallo del denaro, che spesso rimane inutilizzato ed entra nel circuito di investimenti fini a se stessi. L’aumento degli stipendi più bassi porterebbe invece un immediato beneficio alle famiglie e alla economia reale, poiché la famiglia che ha maggiori entrate generalmente tende anche a maggiori acquisti.

Un aumento salariale ed una maggiore ridistribuzione della ricchezza sono la possibile ripartenza dell’economia. Per attenuare le disuguaglianze predittive, un’altra soluzione prospettata dalla Saraceno sono gli assegni per i figli delle famiglie meno abbienti. Riequilibrare le disuguaglianze economiche tra le famiglie significa infatti attenuare gli svantaggi trasmessi dai genitori ai figli. Non si può lasciare che l’inevitabile trasmissione intergenerazionale, almeno dal punto di vista economico, determini il successo o l’insuccesso del percorso esistenziale di un bambino.

6 Commenti

  • frank scrive:

    Porre attenzione anche alla politica, più equità significa più stabilità.

  • vi scrive:

    come dire, per risolvere il problema della povertà prendete i soldi ai ricchi e dateli ai poveri, ma ci vogliono degli studi scientifici per capirlo?

  • gigi scrive:

    Un altro problema è l’AVIDITA’ UMANA .
    ALCUNI CHE guadagnano molti soldi piuttosto che aumentare l’esiguo stipendio dI dipendenti MERITEVOLI , SPENDE AD ORA 10.000 EURO E PIù PER LE VACANZE estive…O Fà DEI REGALI AL CONIUGE DA 20/30.000 EURO…..GIUSTAMENTE SE UNA PERSONA LI GUADAGNA ONESTAMENTE LI SPENDA COME VUOLE ,SENZA DUBBIO ,MA DEVE SEMPRE RICORDARE CHE è MERITO ANCHE DI BUONI DIPENDENTI SE INCASSANO COSì TANTO E CHE DEI BUONI DIPENDENTI INTERESSATI AL LAVORO VERAMENTE,NON è FACILE TROVARLI E QUANDO LI SI TROVA ,LI SI RENUMERI EQUAMENTE,INVECE TUTTO QUESTO NON AVVIENE.
    LE POLITICHE AD ORA SONO STATE QUELLE DI PORTARE GLI STIPENDI A 4 EURO L’ORA ED è PER QUESTO CHE I GIOVANI RIFIUTANO IL LAVORO COSì MAL RETRIBUITO E FANNO BENE ,INVECE DI PORRE UN TETTO LIMITE DI ALMENO 8 EURO NETTI AGLI STIPENDI ,SI DOVREBBE LAVORARE UN INTERO MESE PER 640 EURO???? I POLITICI NON HANNO UN OCCHIO DI RIGUARDO E INTERESSE VERSO QUESTO,LORO PENSANO CHE ABBASSANDO GLI STIPENDI SI ALZA IL LIVELLO DI OCCUPAZIONE?? PROPRIO IL CONTRARIO,NON è COSì CHE SI ATTUANO POLITICHE SUL LAVORO è COSì ELEMENTARE…!!!SALUTI.

    • gigi scrive:

      EVIDENTEMENTE L’ILLUSTRE Chiara Saraceno, laureata in filosofia, docente di Sociologia della Famiglia presso la facoltà di scienze politiche all’università di Torino, professoressa di ricerca presso il Wissenschaftszentrum für Sozialforschung di Berlino,CI ILLUMINA ,E NON CI VUOLE UNA LAUREATA PER CAPIRE CHE CHI GUADAGNA MOLTO IN ITALIA,AD ESEMPIO I POLITICI NON è PER LA LORO INTELLIGENZA O PER LE LORO DOTI DI UNA POLITICA ORGANIZZATA,SULLE TEMATICHE DEL LAVORO,MA PERCHè NON HANNO SCRUPOLI E SONO DEI CORROTTI BUGIARDI ,DOTI CHE NON TUTTI HANNO A CERTI LIVELLI.
      IN ITALIA ORMAI SI RIDUCONO A POCHI,FORTI GUADAGNI,ANZI DIREI A 3 CATEGORIE: 1 CALCIATORI O SPORTIVI A BUONI LIVELLI, 2 POLITICI ,
      3 PRESENTATORI/SHOWMAN DI MEDIASET CHE IN UNA PUNTATA DI 2/3 ORE GUADAGNANO FINO A 20/30.000 EURO (VEDI GERRY SCOTTI O BONOLIS,O BARBARA DURSO ,Ezio Greggio il suo compenso di 24 MILAEURO A PUNTATA, SENZA CONTARE MARIA DE FILIPPI CHE GRAZIE A MAURIZIO C. GUADAGNA IN UNA SETTIMANA QUELLO CHE UN OPERAIO NON GUADAGNA IN UN ANNO,(anno 2009 quando, con i programmi Amici, Uomini e Donne e C’è Posta e per Te, produsse una dichiarazione da capogiro con ben 3 MILIONI e 896MILA EURO ).è ANCHE IN QUESTI SETTORI CHE SI DOVREBBE REDISTRIBUIRE I SOLDI….!!!

  • Damiano scrive:

    L’altro giorno ho fatto una riflessione molto semplice,

    mi sono informato per sapere quanti soldi esistono nel mondo e ho scoperto che in euro ci sono circa 4000miliardi,

    allora ho provato a dividerli per i 7 miliardi di abitanti del pianeta è ho scoperto che ogni abitante può avere meno di mille euro,

    quindi ridistribuendo la ricchezza in egual maniera molto probabilmente non si risolverebbe il problema della poverta,

    certo si abbasserebbero i prezzi e cambierebbero molte dinamiche economiche.

    la mia domanda è per un mondo migliore l’unico strumento che può determinarlo sono i soldi?

    non so credo che la strada sia molto lunga per cambiare veramente le cose.

    • Caro amico ti hanno informato parzialmente, perché non hanno tenuto conto della ricchezza occulta, cioè il pil in nero e non dichiarato che solo uno studio fatto nella sola nostra martoriata economicamente e politicamente criminale nazione Italia supera per tre volte il PIL dichiarato. Concludendo distribuendo pure la ricchezza illecita, staremmo tutti più che dignitosamente bene

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